Beachvolley, Boxe e grande scherma. Cronache di emozioni olimpiche.

Non macchierò questo post con tristi lamenti sul lavoro 24/7 di queste settimane. Oggi sorrido perché in tre giorni sono riuscito a ritagliarmi qualche momento per me, rilassarmi, rendermi conto di essere dentro le Olimpiadi. Spesso, causa ritmi, lavorare a testa bassa non ti lascia assaporare ed osservare quel che ti passa sotto il naso, e non è questo il modo in cui mi piace vivere quel che faccio.
Ad ogni modo, dopo attento studio ho deciso di provare a entrare dove mi è concesso. Beachvolley, mi avventuro seguendo qualche operatore. Passato un primo cancelletto mi imbatto in due stangone marcate “Cuba” in bikini da gara con allenatore al seguito e telecamere: sono lì per insegnarmi il significato di “Mixed Area“. Annotare: l’area è mista operatori tv-giornalisti ed atleti. Senza far capire che non ho idea di dove mi trovi scruto i cartelli che indicano il permesso necessario ad entrare al livello superiore. Mario Bros ha due scelte: atleti blu o media rossi. Facile: media rossi! Nessun mostro di fine livello, solo la scelta tra tribune media per telecronaca e quelle libere. Annotare: “Media Tribune” è la scritta da ricercare d’ora in poi.
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Il Bechvolley ha un’atmosfera tutta sua, con il pubblico che si agita, le pon-pon che entrano agli intervalli tecnici, sabbia e musica. Quasi il contrario della compassata Boxe dove ho assistito per una mezz’oretta a due stecchini che si davano mazzate. Annotare: tutte le competizioni cominciano con le categorie minori per via via crescere fino alla conclusione.

Ma stasera che sera. Stremato sto per uscire dall’ufficio quando leggo la notizia: tre italiane nelle semifinali di fioretto. No. Questa non posso perderla. Rapido studio della mappa, opera di convincimento del tassista che non vuole avvicinarsi alla polizia, camminata veloce ed eccomi qui. Ormai veterano recito la formula magica “Media Tribune” e mi accomodo. Purtroppo la coreana ha fatto fuori l’italiana, sfuma il sogno della tripletta. Pazienza. Assisto all’altra semifinale fratricida e poi il gran finale.

Solo una domanda: ma è possibile che con la Vezzali sotto 4 a 5 a 45′ dal termine quel $$£%$£$ di cliente mi deve chiamare?
Ad ogni modo. Emozione alle stelle, la campionessa si guadagna il titolo mentre in contemporanea sistemo il problema al telefono. Premiazione emozionante, dal palco con giornalisti e telecamere. Scendo e sento, in italiano, che la conferenza stampa inizia subito. Sì, quella nella stanza davanti a me. Sì, quella con il numero di Pass 4. Non sarà un po’ troppo? Vabbè, basso profilo, ultima fila. Entrano le tre campionesse con interprete, emozioni, domande, la Vezzali che cita Rocky Balboa. Davanti a me Beppe Severgnini. Telecamere. Severgnini annota Balboa. Io mi convinco che sì, è perfettamente logico per me essere in conferenza stampa. Non ce la faccio, ma sono contento lo stesso. Memorabile.
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P.S. Riguardo alla domanda “ma perché cricchio parli inglese nei filmati”, la soluzione è “perché così la mia ragazza capisce almeno quelli nel mio blog”. Sì, coerentemente con quanto appena scritto… Il secondo video è in italiano.
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