Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Olimpiadi Pechino 2008

12 agosto 2008

Beachvolley, Boxe e grande scherma. Cronache di emozioni olimpiche.

Stefano Bosello articoli Cina - Olimpiadi Pechino 2008

Non macchierò questo post con tristi lamenti sul lavoro 24/7 di queste settimane. Oggi sorrido perché in tre giorni sono riuscito a ritagliarmi qualche momento per me, rilassarmi, rendermi conto di essere dentro le Olimpiadi. Spesso, causa ritmi, lavorare a testa bassa non ti lascia assaporare ed osservare quel che ti passa sotto il naso, e non è questo il modo in cui mi piace vivere quel che faccio.

Ad ogni modo, dopo attento studio ho deciso di provare a entrare dove mi è concesso. Beachvolley, mi avventuro seguendo qualche operatore. Passato un primo cancelletto mi imbatto in due stangone marcate “Cuba” in bikini da gara con allenatore al seguito e telecamere: sono lì per insegnarmi il significato di “Mixed Area“. Annotare: l’area è mista operatori tv-giornalisti ed atleti. Senza far capire che non ho idea di dove mi trovi scruto i cartelli che indicano il permesso necessario ad entrare al livello superiore. Mario Bros ha due scelte: atleti blu o media rossi. Facile: media rossi! Nessun mostro di fine livello, solo la scelta tra tribune media per telecronaca e quelle libere. Annotare:Media Tribune” è la scritta da ricercare d’ora in poi.

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Il Bechvolley ha un’atmosfera tutta sua, con il pubblico che si agita, le pon-pon che entrano agli intervalli tecnici, sabbia e musica. Quasi il contrario della compassata Boxe dove ho assistito per una mezz’oretta a due stecchini che si davano mazzate. Annotare: tutte le competizioni cominciano con le categorie minori per via via crescere fino alla conclusione.

Stefano Bosello articoli Cina - Olimpiadi Pechino 2008

Ma stasera che sera. Stremato sto per uscire dall’ufficio quando leggo la notizia: tre italiane nelle semifinali di fioretto. No. Questa non posso perderla. Rapido studio della mappa, opera di convincimento del tassista che non vuole avvicinarsi alla polizia, camminata veloce ed eccomi qui. Ormai veterano recito la formula magica “Media Tribune” e mi accomodo. Purtroppo la coreana ha fatto fuori l’italiana, sfuma il sogno della tripletta. Pazienza. Assisto all’altra semifinale fratricida e poi il gran finale.

Stefano Bosello articoli Cina - Olimpiadi Pechino 2008

Solo una domanda: ma è possibile che con la Vezzali sotto 4 a 5 a 45′ dal termine quel $$£%$£$ di cliente mi deve chiamare?

Ad ogni modo. Emozione alle stelle, la campionessa si guadagna il titolo mentre in contemporanea sistemo il problema al telefono. Premiazione emozionante, dal palco con giornalisti e telecamere. Scendo e sento, in italiano, che la conferenza stampa inizia subito. , quella nella stanza davanti a me. , quella con il numero di Pass 4. Non sarà un po’ troppo? Vabbè, basso profilo, ultima fila. Entrano le tre campionesse con interprete, emozioni, domande, la Vezzali che cita Rocky Balboa. Davanti a me Beppe Severgnini. Telecamere. Severgnini annota Balboa. Io mi convinco che , è perfettamente logico per me essere in conferenza stampa. Non ce la faccio, ma sono contento lo stesso. Memorabile.

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P.S. Riguardo alla domanda “ma perché cricchio parli inglese nei filmati”, la soluzione è “perché così la mia ragazza capisce almeno quelli nel mio blog”. Sì, coerentemente con quanto appena scritto… Il secondo video è in italiano.

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Olimpiadi Pechino 2008

24 luglio 2008

Primi giorni olimpici

Stefano Bosello articoli Cina - Pass olimpiadi pechino 2008

6° giorno. Oramai son chiari i contorni -il contenuto è un bordello- di quello che sarà il mio lavoro qui: sette strutture sette da tenere d’occhio dove serviremo pasti per il BOB (Beijing Olympic Broadcasting). In altre parole quei simpatici giramondo fatti spesso a montagna che stendono cavi, tengono telecamere, qualche giornalista che non vuole cibarsi alla mensa per i visitatori.

Tenere d’occhio significa pianificare, seguire, guidare l’apertura e l’ordinaria amministrazione dei ristoranti-mense di cui sono responsabile. Ci sono infinite limitazioni sulla sicurezza da tenere d’occhio, come del resto tutto lo staff (cinese, ovvio) da guidare nel processo, con zero tempo per costruire una squadra… Un po’ a scatola chiusa.

Durante questa settimana, fino a domani, stiamo tenendo un training per lo staff su tutti i dettagli del progetto. E’ bello essere di nuovo in mezzo ad accento pechinese, vedremo se le persone saranno all’altezza del credito di simpatia e fiducia.

Ciliegina sulla torta, uno dei sette posti è un po’ fuori Beijing: nord-est, canoe. Ecco il dettaglio dei siti di cui sono responsabile:

  • C12–SRF Rowing & Canoe, Kayak (Flatwater)
  • C13–SRS Canoe, Kayak Slalom
  • C20–BTG Badminton, Rhythmic Gymnastics
  • C21–WST Football
  • C22–WIA Boxing
  • C23–CBV Beach Volleyball
  • C33 C36–Urban Road Cycling, Time Trial (Outside Race)

Stefano Bosello articoli Cina - Bird Nest stadio olimpiadi pechino 2008

Data l’esigenza di controllare ciò di cui sopra e di supportare altre operazioni in caso di bisogno, ho un Pass con un piacevole simbolo di infinito che significa “tutto”, di color rosso, che significa operational areas. Purtroppo manca un numerino per riuscire ad entrare all’interno delle manifestazioni, quindi non potrò seguire le gare (nulla di inaspettato). Ad ogni modo, il prezioso gingillo riserva qualche sorpresa in questo periodo pre-olimpico. Alla fine, tentar non nuoce…

Per visualizzare i collegamenti ai video su youtube usare Firefox 2 o superiori.

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Vivere a Shanghai

18 luglio 2008

Ufficialmente emigrato

L’altro giorno sono andato in consolato per iscrivermi all’AIRE. Il consolato è nel mezzo della concessione francese, dove tra varie case a due e tre piani appare d’improvviso un grattacielo dal nome baldanzoso, “The Center“, dove al 19esimo piano vi sono tutti gli uffici.

E così via con indirizzo, passaporto, dati vari, schedatura, identificativo e via dicendo. Tutto fatto. Domande?

Solo una: in ogni documento si parla di copertura sanitaria in Italia su rilascio di un foglio del consolato. Eccoti la sorpresa dell’ultim’ora: sì, ma solo in caso tu sia assunto in Italia e l’azienda paghi i contributi al servizio sanitario nazionale. E così, senza pure la meravigliosa macchina sanitaria, sono proprio un emigrato ora.

Vabbè, ho ottenuto supporto dei documenti qui (patente, passaporto, …), prova della mia residenza all’estero in caso qualcuno mi chieda delle tasse, e un po’ di tranquillità in vista delle olimpiadi. Non si sa mai alla fine.

Se mai mi servisse il SSN, a parte “sa, noi dobbiamo trasmettere queste informazioni al suo Comune, il Comune alla ASL, la ASL aggiornare il suo status…”, posso sempre ridiventare residente in un giorno con una nuova carta di identità. Evviva i buchi del sistema.

Scappo. Ho un treno per Pechino e incredibilmente sono in ritardo.

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