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Verso le Olimpiadi - Il certificato sanitario
L'altro giorno mi hanno spedito in una struttura locale per ottenere il certificato sanitario. Il suddetto è un documento che appare simile a una carta d'identità, ma che permette di lavorare in certi ambienti quali il Food & Beverage.
E così io, superiore e collega arriviamo in questo posto dove attendiamo in divertita fila la prima parte della procedura: registrazione. Di tre, due stranieri e tutti comunque vestiti da ufficio non potevamo passare inosservati ai numerosi compagni di avventura e personale, incluse le due nonnette al di là del vetro. Divertente il momento della foto, siamo troppo alti, ingobbitevi please, o non ne usciamo. Nome? E il collega ecuadoregno snocciola il rosario. Piccolo problema: software cinese non accetta nomi più lunghi di 5 caratteri. Siparietto per abbreviare il nome con la nonnetta che voleva accorciare il sesso "Male" (Maschile) scritto sul passaporto al posto del nome del collega.
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Seconda parte, l'esame teorico. Prego entrare nell'aula dove in una TV registrata uno che pare essere lì per caso legge da un libro con una Powerpoint alle spalle così zeppa di caratteri che sì, sta leggendo la Powerpoint, non un libro. Ritiriamo l'esame con varie domande scritte in cinese e rispondiamo. Anche se il risultato verrà a fine settimana so già di averlo superato brillantemente: le soluzioni al test erano stampate su un cartellone a sinistra della tv sulla cattedra. E cosa vogliamo farci, è già tanto che tutti riescano a capire il meccanismo e scrivano il nome. Farsa.
Terza parte, si paga (72 RMB)e comincia la visita. Tralascio ogni commento sulle provette in vetro dei test del sangue open air (che fa più stile in inglese), la dottoressa (nonnetta pure) che palpa a caso il torace parlando con la collega e altri dettagli. Devo dire però che il software con codice a barre è efficiente, ad ogni stazione un bip sul foglietto tiene traccia di tutti gli esami.
Grazie, arrivederci, ritiro fra 10 giorni. Penso che se non sei moribondo il testo lo passi di sicuro. Meglio di niente comunque.
Con il certificato di cui sopra e il passaporto potrò accreditare il mio pass olimpico, la prossima settimana, a Pechino.
3 commenti
Per le olimpiadi, non essendo chiare le regole e considerando che sono pazzi (nuove linee guida continuano a uscire a 2 settimane dall'inizio...) è stato meglio che la facessi così in caso la richiedano (per attivare il pass di accreditamento) è pronta in portafoglio.
Adesso sei ufficialmente "Olimpico", con timbri e controtimbri!