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« Il Prof. BiffisTerremoto in China »

3 commenti

Commento from: Cpt Alba Marco [Visitatore]
Non c'è molto da dire...Le giornate per ricordare sono fatte proprio per stare in silenzio. Empaticamente parlando anche io mi sento l'animo soffocato e dire qualsiasi fra se è superfluo. Interessante, come ogni tuo post, anche questa descrizione della cina immobile e urlante in silenzio.
19.05.08 @ 20:16
Commento from: Patrizio [Visitatore]
C'è da dire che immaginare un miliardo e mezzo di persone che si fermano praticamente tutte è qualcosa che indica
A) un popolo completamente obbediente e succube alle regole imposte
B) un popolo nella media mite e sensibile alle problematiche del proprio paese, lutti inclusi, e orgoglioso della propria "cinesità" che non è da confondere col concetto di nazionalismo.
Propendo, da quel che ho potuto percepire nel viaggio in Cina, per la seconda ipotesi.
E' comunque qualcosa che in occidente si è andato di molto affievolendo, e non so dire se la cosa sia migliorativa o peggiorativa.
Certo che da noi il senso di appartenenza mai è stato così labile come in questi tempi... non so se qui a fronte di qualcosa di simile la reazione potrebbe andare al di là di un fugace pensiero "poareti, par fortuna che no me xe tocà a mi" e basta.
21.05.08 @ 23:13
Commento from: Oana [Visitatore]
ciao Ste.. ma come mai non scrivi più? Guarda che c'è gente che aspetta.. :)
Oa'
08.07.08 @ 21:44

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