Una volta nella vita (Beijing/Lhasa)
Dopo l’ennesimo viaggio d’ordinanza Shanghai-Beijing, treno, soft-seat, posso dirmi un frequent traveller di questa tratta. E cosi’ eccomi qui, nella cara Pechino per una nuova puntata di C’eravamo tanto amati (quanti di voi ricordano il programma televisivo omonimo?). Come da post precedente, sono partito mentre i miei amici cercavano ancora di acquistare i biglietti. Mi telefona Olaf, norvegese compagno di viaggio, proponendomi una di quelle idiozie alle quali io non riesco a resistere: non ci sono posti a sedere, le ragazze volano via Chengdu, se ci stai possiamo tentare di fare il viaggio acquistando standing ticket. Ho risposto “questo e’ veramente estremo“, immaginandomi a boccheggiare a 4000 metri disteso su un corridoio… e ad un totale di 48 ore di viaggio nomadi tra vagone-ristorante, e posti accidentalmente liberi, corridoio. Lo faccio. Mamma, papa’ non preoccupatevi, rispondero’ al telefono per il mio compleanno (due maggio, per gli smemorati), e’ tutto variamente sotto controllo.
Quindi, la Compagnia dell’Anello si divide, per reincontrarsi a Lhasa, come nei film. Resto convinto che il treno sia una migliore alternativa dell’aereo. Certo si soffre nei passi piu’ alti (come il Tanggula, a 5000 metri), ma l’arrivo a Lhasa e’graduale: con l’aereo si passa da zero a 3600 in due ore, o meglio, in un minuto causa cabina pressurizzata. E naturalmente, ad un treno che dispensa ossigeno e che passa per lande dal panorama mozzafiato non rinuncio facilmente.
Ora stacco, lascio l’internet point alla volta di una doccia, per successivo brunch distruttivo. Il treno parte stasera alle nove e qualcosa, avro’ tempo di scroccare un divano per una dormitina prima di allora… Grazie vecchi amici di Beijing!
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In Tibet???
Fantastico!!!
Secondo me merita il viaggio in piedi, anche perché se vuoi trovare te stesso devi mortificare il tuo corpo e quelle cose lì.
Non si può fare tutto solo con l’alcool!
Anzi pensa che palle 48 ore sempre nello stesso (se pur comodo) sedile/cuccetta. Pensa quante persone particolari riuscirai a conoscere.
Ah, se hai tempo osserva un attimo il genocidio culturale dei tibetani da parte dei cinesi, e raccontaci se noti qualcosa.
Bacia il Lama (quello che trovi) da parte mia!
Tanti auguri!
Te li faccio qui perché non ho il tuo numero cinese!
Tanti auguri caro!!! Where ever you are!
E’ vero che i lama sputano quando si sentono minacciati ?
… sì, sì, lo so, la battuta è orrenda… lo dico io prima che lo dica tu… ma da un esperto naturalista come me che ti puoi aspettare ?