La dieta del turista in un viaggio organizzato alla cinese

Lunghe trasferte e tempi flessibili sono solo alcuni degli elementi che concorrono a modalità di nutrimento degne di nota. Se mi si chiedesse come ho mangiato in Nei Mongul la risposta non potrebbe che essere una staffilata di aggettivi come: da Dio, tanto, sempre, ho avuto fame, ero stanco, capra capra capra, tantissimo, di continuo, non voglio sapere cos’è, ma questi cantano sempre?!
Ecco perchè ho deciso di cercare di mettere ordine scrivendo questo pezzo.. ma mi rendo conto che è quasi impossibile spiegare cosa significhi sedersi al più grande tavolo mi sia seduto in Cina (una tavola rotonda per 20 persone!), cosa significhi vederci un numero spropositato di piatti eccezionali che arrivano di continuo a sostituire le nostre vittime. Oppure, il trovarsi nel nulla della Caoyuan (Grassland) e gustare degli spiedini di capra cotti sul fuoco attorno a cui ti siedi. E ancora mangiare una colazione alle 8 (e va ben), un pranzo loculliano alle 11 (livello di guardia) e una cena alle 10 di sera dopo una giornata a stecchetto (Fame!!!). O ancora l’essere attorniati da mongoli in abiti tradizionali che cantando a sguarciagola canzoni anchesse tradizionali (e i commensali non stranieri pure) mentre ti servono un delizioso alcolico dalle dubbissime proveniene ma non te ne frega niente perchè è eccezionale; come scoprire l’incredibile educazione giapponese per mezzo di una ragazza che ti serve la zuppa.

E’ quasi impossibile.
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