Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Nei Mongul - Inner Mongolia

1 luglio 2006

Gengis Khan, tra idolo e turismo

Stefano Bosello articoli cina - Gengis Khan tra idolo e turismo

Gengis Khan è ovunque. Ma “ovunque” io sia stato si sarebbe potuto dire fosse un posto turistico. Epppure, eppure sento che la storia qui è ancora viva, che non è una mera questione di souvenir. Per noi è un po’difficile da immaginare, sarebbe come se qualcuno avesse il ritratto di Carlo Magno al ristorante, ma qui Gengis Khan significa memoria di un tempo dove i mongoli dominavano il mondo, in un impero che andava dalla Cina, la Persia (Afganistan, Iran, Iraq, Turchia), la Russia europea fino alle porte di quella che qualche anno fa era l’europa dei 15. Orde di guerrieri percorrevano incontrastate tali grandezze e il caro Gengis è stato l’iniziatore di tutto ciò, riuscendo ad unificare le varie tribù e a guidarle nelle prime grandi battaglie.

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Cosa ha significato per l’Europa? Poco, perchè per nostra fortuna il “Khan” (o il suo successore, non ricordo) è deceduto proprio quando stavano muovendo la zampata decisiva, il che ha implicato il tradizionale ritorno dei guerrieri a casuccia per l’incoronazione del successore (sì, è pazzesco). Per quanto riguarda la Cina, in estrema e sicuramente leggermente errata sintesi, questo ha significato l’avvento di imperatori mongoli, lo spostamento variamente stabile della capitale a Nord (Beijing) della Cina ma molto al centro del “Regno del Grande Khan” che comprendeva anche la Mongolia. Forse qualche vecchietto l’aveva detto che la Grande Muraglia bastava aggirarla…

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