L’ultima frontiera della cucina di strada

Ricordo distintamente quella sera, avevo appena ricevuto un telefonata e gli altri dormicchiavano davanti alla Tv dopo una giornata faticosa (Fengcheng). Tutto d’un tratto ecco lo scatto d’orgoglio e finito l’ultimo sorso di birra usciamo verso le 11 di sera per andare a mangiucchiare qualcosa. L’obiettivo era qualche yangrouchuan (spiedini di capra estremamente popolari nel nord della Cina), una birra e quattro chiacchere.. Ed ecco che scatta la serata che non ti aspetti, con personaggi in cerca d’autore e nuove esperienze. Arriviamo in questo posticino con braciere all’aperto e sedioline tipicamente cinesi, ci sediamo ed evidentemente percepiamo che siamo i primi stranieri a mettere piede in quel posto da molto tempo. Il tempo di chiedere cosa volevamo mangiare, di capire che parlavamo cinese, ed ecco che il laoban (boss) arriva e si siede con noi.

Prima lavorava in fabbrica, poi ha fatto il salto e ha aperto il risorantino, suo figlio studia all’università da qualche parte a Beijing. Ci raccontiamo un po’, con quella tranquillità che un po’ mi ha ricordato le chiacchere davanti ad un bicchiere di vino in un tardo pomeriggio veneziano. E nel frattempo ecco che ci vengono offerte vongolette, esseri marini di vario genere, pesce essiccato et similia. A parte l’essiccato tutto era “vivo” e in acqua prima di finire in griglia. Eccetto la grigliata di pesce non avevamo mai mangiato vongole “alla brace”. Così, dopo un fugace sguardo reciproco, subito sopito dal quello attento del nostro ospite, abbiamo mangiato.
Non ci siamo chiesti in che acqua sguazzassero, o in quale fossero vissute le creature prima di affacciarsi al patibolo. Abbiamo mangiato. Era tutto delizioso, condito con una birra inaspettatamente fredda. Ogni tanto un vicino di casa, un avventore abituale veniva salutato con un qualcosa tipo “ehy, hai visto che ospiti mangiano al mio ristorante“, ma il tutto è stato molto simpatico. La cattiva mente occidentale covava due grandi interrogativi, quanto avremmo pagato e se come avremmo passato la notte (dal punto di vista digestivo). Ed eccoci al confine della cucina di strada, dove gli avventori pagano solo quel che chiedono e gustano ciò che viene offerto, e dove si svegliano la mattina in perfetta salute, felici delle chiacchere della notte prima.
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