Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for the ‘Nei Mongul - Inner Mongolia’ Category

Nei Mongul - Inner Mongolia

13 luglio 2006

Baotong, turismo alla cinese

Stefano Bosello articoli Cina - Baotong bestiole audio parco

Anche, ma non solo, per ragioni logistiche ci siam fermati due giorni nella capitale della provincia. Ho avuto così modo di viaggiare col pensiero (stanco, e delirante nel vaneggio) cogitando su cosa ne sappiano i cinesi di turismo. Diciamo che in estrema sintesi ne sapranno sempre più, ma per ora restano divertenti interpretazioni e retaggi del passato, quando il turista era anche qualcuno a cui mostrare la potenza della propaganda nella sua nazione. Se con un cinese forse può ancora funzionare, per degli stranieri come noi il tutto è potenzialmente una divertentissima, o interrogativa, parentesi. L’articolo è un po’lungo ma mi si spezzava il cuore a tagliuzzarlo in parti distinte. Tutto questo per dire cosa? Bhe…

PERCHE’… MA PERCHE’ mi avete portato a vedere una fabbrica di latte? Va bene, è uno degli stabilimenti del più grande produttore cinese, ma non c’è nulla! Parentesi esilaranti: la guida che chiede quattro volte di metterci in fila per due, per poi desistere quasi esterefatta verso l’atteggiamento anarchico di chi non è abituato a marciare (cosa similmente accaduta allo sport meeting). La richiesta “non fate foto” a paventare la gelosa custodia di mistici segreti industriali quali “come bollire il latte” e “come impacchettare il latte”, le scritte in inglese che serbo nel mio cuore per far intendere una società proiettata nel mondo. Tanto un cinese mica lo sa l’inglese, e mal che vada se lo sa l’ha studiato sugli stessi libri di chi ha tradotto la scritta. Ciliegina sulla torta: l’organigramma con gli impiegati-topo, esemplare ed esplicativo sistema a punti negativi dove giorno per giorno il boss assegna punti di demerito con immediate riflessioni salariali. Attenzione: i punti sono solo negativi, per cui chi lavora 20 ore al giorno e raggiunge tutti gli obiettivi e standard fa solo il suo dovere e ha la paga piena. Non posso non sognare di demolire la loro economia risploverando il vecchio vaneggio di mandargli la CGIL.

PERCHE’… MA PERCHE’ mi avete portato in un “museo” all’aperto di armi (carri armati, cannoni contraerea..)??? Va bene, è un modo come un altro di lavare la coscienza dei capoccia della corrispondente fabbrica adiacente, che produce armi vendute a molti simpaticoni attorno al mondo, ma non c’è nulla! Parentesi degne di nota: il ponte sul laghetto intarsiato di kitchissime cartuccie coperte di spray dorato; cannoni che recano l’unica interessante nota “questo cannone ha sfilato nel 1964 all’annuale cerimonia a Piazza Tienanmen per l’ispezione del partito” e il mio cinese troppo indecente per chiedere qual’è il tank che ha sfilato nel 1989. E come dimenticare i nuovi simpatici amici che si uniscono alle roccie del boschetto nella mia collezione dedicata agli impianti audio da parco. Come dimenticare il Panda (a bordo laghetto, che sorride, si sente musica meditativa,con ponte di cartuccie, che al mercato mio padre comprò) con sullo sfondo un prorompente cannone antitank calibro 110? Della motovedetta ridipinta in bianco a violetto stile Walt Disney con Winnie Pooh sul mitragliatore di prua non dirò oltre.

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Nei Mongul - Inner Mongolia

3 luglio 2006

Alfabeto mongolo, sono pazzi

Stefano Bosello articoli cina - caratteri cinesi e mongoli

Passo tre mesi ad imparare astrusi caratteri cinesi, sbattere la testa sulla pazzia di una lingua dalla folle politica one meaning – one character, avere decisamente l’impressione che tutto ciò sia difficile. Ed ecco che un viaggetto poco più a nord può far cambiar prospettiva. In Inner Mongolia, provincia cinese, la maggior parte delle scritte (uffici, insegne stradali..) è scritta sia in caratteri cinesi che mongoli. Questi ultimi sono funzionalmente come i primi, ossia, un carattere corrisponde grossomodo ad una parola, ossia ad un significato. Non contenti, usano anche un alfabeto fonetico con caratteri molto simili a quelli russi, ma ho avuto occasione di legere questi ultimi solo in qualche ritratto. Non vi basta? E allora forse non avete mai visto i caratteri mongoli: di base c’è quasi sempre una linea verticale, alla quale alla destra o sinistra si aggiungono varie combinazioni di linee orizzontali (ne ho contate anche più di dieci) o curvilinee. Mi riesce diffcile capire come facciano a leggerli, io starei ancora contando le stricchette.

La foto che vedete va parte delle mia collezione di “scritte pazze”, ovvero messaggi tradotti in maniera allucinante in inglese, grazie alla fenomenale abitudine di prendere il vocabolario e tradurre carattere per carattere nella lingua della regina Elisabetta. Già questo basterebbe a sconclusionare la sintassi, ma spessissimo si aggiunge l’elemento Zanichellipercaso ovvero l’uso di vocabolari scritti pare decine di anni fa con una lingua ponte (tipo: ho un dizionario cinese-giapponese e uno giapponese-inglese). I risultati sono spesso esilaranti. Ad ogni modo, in alto avete i caratteri mongoli, in mezzo quelli cinesi e sotto parole in libertà.

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1 luglio 2006

Gengis Khan, tra idolo e turismo

Stefano Bosello articoli cina - Gengis Khan tra idolo e turismo

Gengis Khan è ovunque. Ma “ovunque” io sia stato si sarebbe potuto dire fosse un posto turistico. Epppure, eppure sento che la storia qui è ancora viva, che non è una mera questione di souvenir. Per noi è un po’difficile da immaginare, sarebbe come se qualcuno avesse il ritratto di Carlo Magno al ristorante, ma qui Gengis Khan significa memoria di un tempo dove i mongoli dominavano il mondo, in un impero che andava dalla Cina, la Persia (Afganistan, Iran, Iraq, Turchia), la Russia europea fino alle porte di quella che qualche anno fa era l’europa dei 15. Orde di guerrieri percorrevano incontrastate tali grandezze e il caro Gengis è stato l’iniziatore di tutto ciò, riuscendo ad unificare le varie tribù e a guidarle nelle prime grandi battaglie.

Stefano Bosello articoli cina - Gengis Khan tra idolo e turismo

Cosa ha significato per l’Europa? Poco, perchè per nostra fortuna il “Khan” (o il suo successore, non ricordo) è deceduto proprio quando stavano muovendo la zampata decisiva, il che ha implicato il tradizionale ritorno dei guerrieri a casuccia per l’incoronazione del successore (sì, è pazzesco). Per quanto riguarda la Cina, in estrema e sicuramente leggermente errata sintesi, questo ha significato l’avvento di imperatori mongoli, lo spostamento variamente stabile della capitale a Nord (Beijing) della Cina ma molto al centro del “Regno del Grande Khan” che comprendeva anche la Mongolia. Forse qualche vecchietto l’aveva detto che la Grande Muraglia bastava aggirarla…

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