Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for the ‘Liaoning, Dandong, Fengcheng’ Category

Liaoning, Dandong, Fengcheng

9 ottobre 2006

Prendere il mio primo treno in Cina

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong treno in Cina

Non ero mai andato in treno in Cina. Dopo esserci stato, direi che sto accrescendo le mia capacità meditative e acquisendo un certo livello di flessibilità. Viaggiare in treno è, a parametri europei, decisamente poco costoso. C’è da dire comunque che, sempre a parametri europei, qui le distanze sono in confronto abissali. Se quindi alla fine per andare da Pechino a Shanghai si spende un 25-50 euro (dipende dal posto e dal momento), per andare da Venezia a Roma spendiamo ironicamente lo stesso. Il reperimento del biglietto, soprattutto in periodi di vacanze dove la Cina si muove può essere problematico e richiede di solito un buone dose di pazienza in fila. La mancanza di posti implica anche scarsità di opzioni e questo è quello che è successo a noi. Per andare a Dandong gli unici posti disponibili erano in hard-seats (ultimo nella scala gerarchica che vede i soft-seats e le cuccette a 6 e 4 posti più in alto). Il nostro treno comunque non aveva hard-seats in legno, come molti altri. Ogni fila 3+2 persone, totale dieci individui che si guardano per tutto il viaggio.. che per noi è stato di 14 (quattordici) ore.

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong treno in Cina

L’esperienza, seppur innegabilmente provante, rivela rimarcabili esperienze… a flusso di pensiero: le persone che dopo qualche tempo ti fanno qualche domanda e capiscono che parli cinese; le “chiaccherate” conseguenti (bhe, con il mio livello non proprio, ma i miei amici molto di più); gli instant-noodles pronti in zaino da bagnare con l’acqua calda disponibile sul treno; i passatempi più vari; il personale che passa vendendo qualsiasi cosa (parentesi in basso); la frutta che si abbassa di prezzo man mano che si arriva a mezzanotte (come venderla come jintian de shuiguo-frutta di giornata altrimenti?); le posizioni più strane; i libri divorati, l’i-pod che esausto si arrende.

Poteva essere un potenziale nuovo quiz, ma lo riduciamo ad istantaneo: cosa sta facendo la persona in piedi in mezzo alla carrozza? Pensateci…

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong treno in Cina

La soluzione è semplice: questo è uno dei più motivati e abili venditori abbia mai visto. Si è piazzato nel mezzo della carrozza e ha cominciato a parlare. Abbiamo chiesto al nostro compagno di viaggio cinese che stesse facendo e abbiamo ricevuto una risposta che quantomento fa pensare: “sta vendendo una storia“. Wow. Vendere una storia! Questo tizio è un genio! Ancora arrovellato nel fascinoso concetto scopro che in realtà raccontava una storia, un’emozione, un contorno di tempi passati erano una strategia subordinata ad una vendita successiva. Un interessante modo di dare valore aggiunto ad un prodotto: i santini dorati 3D di Mao Tse Dong, venduti al modico prezzo di 20 kuai dietro un costo probabilmente vicino ai 5 mao (50 centesimi). Geniale.

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong treno in Cina

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Liaoning, Dandong, Fengcheng

8 ottobre 2006

Dandong Iè

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong mifan

Si parlava di muoversi a piedi.. Arrivati in stazione (dopo 14 ore di treno) e fatto tappa al ponte barcollando in attesa dell’effetto del caffè ci siamo diretti a pranzo. Dandong non è Beijing, e se di stranieri se ne vedono pochi, diciamo che non se ne scorgono parecchi tra i ristorantini tipici o vagare per le strade parlando cinese. Ricorderò sempre con piacere la signora del ristorante sillabare “Ni chi mi fan ma?” (Man-gia-te ri-so?) e poi a seguito di risposta affermativa un po’allibita aggiornare gli incuriositi avventori con un “ehy, gli stranieri mangiano riso!!”.

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong american aggression

Un po’appesantiti dagli zaini, stanchezza e cibo ci siamo diretti al monumento “per l’aggressione americana”. Tolto il 95% di propaganda, alcune cose sono state interessanti (tipo la mappa della Cina “allargata” con le regioni che contesta(va?) alla Russia e con la Mongolia inserita in verde con la dicitura “regione amica speciale”). La cosa che ricorderò di più ad ogni modo è stata l’ora e mezza di scarponata per raggiungere questa cosa, arrivati ai piedi della quale abbiamo notato qualche centinaio di gradini ed una torre che abbiamo ovviamente raggiunto.

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong hutong

Naturalmente non potevano mancare tra le risorse turistiche gli hotel e gli affittacamere, che solitamente vanno a caccia in due distinti posti: la stazione dove accolgono i passeggeri appena arrivati con fotografie delle camere, oppure quando gli stessi escono da un hotel dove hanno chiesto il prezzo di una camera. Siamo stati avvicinati in quest’ultimo modo da una simpatica signora che dopo aver tentato il colpo del secolo chiedendoci per due giorni in camera tripla 350 kuai ha ridotto a 140. Con un po’di flessibilità viaggiare in Cina può essere poco costoso.

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Liaoning, Dandong, Fengcheng

7 ottobre 2006

Dandong

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong Korea bridge

Dandong è una piccola città cinese (solo 3 milioni di abitanti) che dista un fiume di distanza dalla Nord Corea, di qui passa la via più breve per raggiungerne la capitale Pyongyang . Eccetto per questo particolare geografico, Dandong è una città che non presenta altri segni distintivi: traffico medio, palazzi giganteschi in costruzione, parchi simpaticamente forniti di bestiole tra le quali annoveriamo la new entry “mucche alpine e mulini olandesi” e negozietti per turisti. Sì, perchè qui c’è una sola cosa che muove tutta le relativa economia legata al turismo: un ponte che per citare la Lonely Planet è stato “accidentalmente” bombardato dagli americani durante la guerra di Corea. Di pari acrobazia retorica è la mano tesa dei cinesi, simboleggiata da un set in bronzo con un numero imprecisato di soldati ai piedi dei quali campeggia la scritta “for peace” (click per ingrandire).

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong Korea bridge

Il ponte è stato solo parzialmente distrutto: la metà cinese è intatta, così che i turisti (tanti) ne possano visitare al modico prezzo di 20 kuai le riverniciate strutture. Il nuovo ponte è stato costruito parallelo e molto vicino al vecchio, penso che scriverò qualcosa a proposito più avanti. Un aneddoto simpatico: la biglietteria del ponte reca dei numeri di primaria importanza (??) come l’aiuto medico e i vigili del fuoco (che sia come per dire.. chiamateveli?) ma il terzo numero è fenomenale: l’ultima frontiera, l’help desk per protestare per il prezzo del biglietto (vedere per credere). Dopo essere arrivati in stazione ci siamo sempre mossi sostanzialmente a piedi, confidando nella nostra cartina.

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