Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for the ‘Liaoning, Dandong, Fengcheng’ Category

Liaoning, Dandong, Fengcheng

1 novembre 2006

L’ultima frontiera della cucina di strada

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong cucina di strada alla cinese

Ricordo distintamente quella sera, avevo appena ricevuto un telefonata e gli altri dormicchiavano davanti alla Tv dopo una giornata faticosa (Fengcheng). Tutto d’un tratto ecco lo scatto d’orgoglio e finito l’ultimo sorso di birra usciamo verso le 11 di sera per andare a mangiucchiare qualcosa. L’obiettivo era qualche yangrouchuan (spiedini di capra estremamente popolari nel nord della Cina), una birra e quattro chiacchere.. Ed ecco che scatta la serata che non ti aspetti, con personaggi in cerca d’autore e nuove esperienze. Arriviamo in questo posticino con braciere all’aperto e sedioline tipicamente cinesi, ci sediamo ed evidentemente percepiamo che siamo i primi stranieri a mettere piede in quel posto da molto tempo. Il tempo di chiedere cosa volevamo mangiare, di capire che parlavamo cinese, ed ecco che il laoban (boss) arriva e si siede con noi.

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong cucina di strada alla cinese

Prima lavorava in fabbrica, poi ha fatto il salto e ha aperto il risorantino, suo figlio studia all’università da qualche parte a Beijing. Ci raccontiamo un po’, con quella tranquillità che un po’ mi ha ricordato le chiacchere davanti ad un bicchiere di vino in un tardo pomeriggio veneziano. E nel frattempo ecco che ci vengono offerte vongolette, esseri marini di vario genere, pesce essiccato et similia. A parte l’essiccato tutto era “vivo” e in acqua prima di finire in griglia. Eccetto la grigliata di pesce non avevamo mai mangiato vongole “alla brace”. Così, dopo un fugace sguardo reciproco, subito sopito dal quello attento del nostro ospite, abbiamo mangiato.

Non ci siamo chiesti in che acqua sguazzassero, o in quale fossero vissute le creature prima di affacciarsi al patibolo. Abbiamo mangiato. Era tutto delizioso, condito con una birra inaspettatamente fredda. Ogni tanto un vicino di casa, un avventore abituale veniva salutato con un qualcosa tipo “ehy, hai visto che ospiti mangiano al mio ristorante“, ma il tutto è stato molto simpatico. La cattiva mente occidentale covava due grandi interrogativi, quanto avremmo pagato e se come avremmo passato la notte (dal punto di vista digestivo). Ed eccoci al confine della cucina di strada, dove gli avventori pagano solo quel che chiedono e gustano ciò che viene offerto, e dove si svegliano la mattina in perfetta salute, felici delle chiacchere della notte prima.

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Liaoning, Dandong, Fengcheng

30 ottobre 2006

Fengcheng, tra montagne e buddismo alla cinese

Stefano Bosello articoli Cina - Fengcheng

Già in Nei Mongul , tra i buddoni millenari rifatti di fresco avevo avuto quella sensazione di turistico che ti assale quando vedi la città proibita restaurata scartavetrando vantichi colori e ridipingendo in oro rosso e blu, o quando sei sulla grande muraglia e vdi i mattoni rifatti, il cemento di fresco, turisti ovunque. Ad ogni modo, Fengcheng conferma anche un’altra teoria, quella del buddismo alla cinese. Ogni antico monastero è una preziosa attrazione turistica su cui ruota di norma una buona economia di persone che sostentate esclusivamente da quesdto. Fin qui nulla di male, ma quando vedi i monaci che ti staccano biglietti da 60-100 Yuan o che scrivono sms al telefonino, o che vendono ceri immani “per la pace e l’armonia” ti chiedi primaditutto se siano reali, poi concedendo il beneficio del dubbio ti attraversa un brivido di tristezza.

Stefano Bosello articoli Cina - Fengcheng

Ad ogni modo, Fengcheng dista da Dandong due orette di bus. Una volta arrivati e superata la barriera di tassisti, bus, venditori di ogni cosa raggiungiamo l’entrata. Dopo aver visto uno o due tempietti cominciamo a scalare, scalare e scalare. Tra rocce liscie come l’olio si inerpicano scalette che permettono di arrivare in cima a tre “montagne“, noi dopo aver scalato la prima le abbiamo passate tutte più o meno in quota. Devo dire che fare un po’di attività fisica senza il PM10 di Beijing fa piacere in ogni caso; il panorama lascia intravedere Fengcheng da un versante, dall’altro tutta la valle dei mille templi (come viene chiamato questo posto).

Stefano Bosello articoli Cina - Fengcheng

Eccoci a scalare, a trovare tempietti tra le rocce, nelle rocce; passare dentro le montagne in feritoie decismente strette e a godere lo spettacolo di cinesi in guantini (per le roccie), pantaloni bianchi (molto trendy quanto lordati dalle roccie), scene di panico sui dislivelli superiori ai 50 cm. Insomma, una giornata tra spiritualità in saldo, buona attività fisica e sincere risate interculturali.

Stefano Bosello articoli Cina - Fengcheng

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Liaoning, Dandong, Fengcheng

13 ottobre 2006

Corea e Cina viste da un fiume

Stefano Bosello articoli Cina - Cina e Corea viste da un fiume

Vi ho già raccontato del ponte bombardato. Ecco, partiamo da qui e vediamolo come metafora, perchè di fatto l’articolo è basato su questo: il ponte arriva a metà fiume, raggiunto il confine, restano solo le basi di cemento del vecchio. Credo capirete che ciò che seguirà non intende in nessun modo essere un’analisi economica basata su rilievi visivi, ma alle volte la realtà di un’immagine vale più di mille grafici econometrici. Ne abbiamo parlato spesso stando a Dandong, guardando i cinesi affollare il ponte dell’aggressione americana, costruire sul fiume una città gradevole, partire dal poco di un ponte distrutto per fare da volano allo sviluppo locale, incentrato su molte altre industrie ed attività. Ma abbiamo fantasticato, da visitatori esterni sulle diverse prospettive di tutto questo, fermando un attimo il trambusto che ci circondava per guardarci attorno.

Stefano Bosello articoli Cina - Cina e Corea viste da un fiume

Ecco Dandong, la riva del fiume piena di alti appartamenti fronte fiume, centinaia di barchette che portano i turisti ai confini con la Corea, persone ovunque, camion che vanno in direzione Corea la mattina, vita frenetica, traffico. E soprattutto, luce. Ecco la sponda nordcoreana: nulla. Anzi no, una nave arenta vicino a quello che un tempo fu un porto di interscambio, 4 ciminiere di una fabbrica senza attività. Silenzio. La fotografia (Video dal ponte, 1,15 Mb, Player DivX 6 necessario) di un Paese che dal 1990 (anni comunque non dorati) è in continua recessione e ha perso il 40% del PIL. Dicevo, luce. Perchè è di notte che si capisce l’ampiezza del divario tra due ex-compagni. La foto che vedete è quella del ponte di notte. No, non è il ponte bombardato, è quello funzionante. No, dove finiscono le luci non finisce il ponte… Finisce la Cina. Uno spettacolare show di lampadine a misura turistica che finisce a metà fiume. Anche gli archi che vedete sono puramente estetici, l’altra metà del ponte è semplicemente dritta. E Dandong è lo stesso. Musica (è vacanza), luci anche a contorno degli appartamenti fronte fiume, luce ovunque. E dall’altra parte, silenzio, buio. Questo è ciò che ho visto da Dandong.

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