Tangentopoli alla cinese
Qui non se ne parla, se non veramente a margine. Per questo molti non sanno che scandalo allucinante sta colpendo un numero elevatissimo di dirigienti e quadri cinesi. Ricordate: la Cina è grande, immensa, e i numeri vanno di pari passo. Qui stiamo parlando di 41.000 persone a fare furbate per 800 milioni di euro (milleseicentomiliardidilire). Vi consiglio di leggere quest’articolo del Corriere, e vorrei evidenziare due elementi: il primo è che il vaso di Pandora qui non si è aperto inizialmente dopo indagini mirate, ma dopo le denuncie delle amanti dei dirigenti! E tutto il mondo è Paese, e non posso che sorridere immaginando il povero dignitario comunista (ossimoro voluto) che a furia di regalare macchine, appartamenti e una vita dorata alle 3, 5, 8 amanti continua a non sceglierne solo una e queste inviperite lo condannano a un luuuungo periodo medidativo in carcere.
Il secondo, a corollario dell’articolo, è il silenzio. Se da noi se ne parlerebbe per un anno intero e ogni giorno ci sarebbero piccole grandi novità sui media, qui la regola è l’opposto. Tristemente simpatica è anche la tipica pratica da regime comunista di cancellare dalla memoria le persone coinvolte. Non devono essere mai esistite. E così è normale se la Polizia chiede agli organi di stampa di cancellare dagli archivi foto con il colpevole X per esempio, insieme al presidente e ad alte personalità. Perchè si sa: la Repubblica Popolare è comunista e il comunismo è perfetto. Come far digerire al popolo misure e comportamenti da regime impartiti da una classe dirigente vista come corrotta e ladra? Difficile, e davanti alla prospettiva di scoperchiare la pignatta, è meglio abbassare il fuoco al minimo e tagliuzzare finemente quei fastidiosi nervetti…
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Ciò, sta tento co te scrivi, che te ghè anca da tornar (mesajo criptà)