Nella nazione del compromesso, qualcosa di estremo.
Si comincia sempre dal tempo dicono. Così, ibernato dalla mensa senza riscaldamento funzionante, umido dalla pioggia fuori e relativa scarsità di Taxi discorrevo con le cassiere chiedendo lumi sulla fine della ministagione delle minipioggerelline monsoniche (no, non conosco nessuna di queste parole in cinese, ma ci si capisce).
Eccola, eccola la frase che ti da quel frammento di lezione culturale giornaliera, scaturita da un “è proprio diverso da Pechino, non secco, non c’è il sole sempre, niente polvere, piove!”. La risposta, detta con la naturalezza di frasi tipo “la terra è tonda” è stata: “qui siamo nel sud, è diverso dal nord!“. Ma come nel sud mi chiedo e domando, qui siamo nel centro della Cina (asse nord-sud)!
Così resta, immune alle balle delle Province cinesi (come le nostre regioni) (per evitare macroregioni pericolose), immune alla fenomenale invenzione delle 55 minoranze riconosciute (per evitare un fronte unico federalista/centrifugo) permane solido nella cultura cinese l’idea sud-nord. Si sa, l’ovest non ha mai contato nulla economicamente (tra deserti e contadini, risorse naturali escluse), ma qui il centro non esiste. Nord dello Yangtze, sud dello Yangtze (fiume giallo), questa è la regola. Manco a dirlo, nelle menti degli abitanti del Sud, da Shanghai a Canton al neoacquisto HongKong, loro hanno fatto diventare la Cina quel che è: ricca, sviluppata, perno del commercio mondiale. Il Nord è buono a parlare e a copiare idee, ovviamente brutte copie. Il Centro… No, il centro non esiste ve l’ho detto!
Volendo essere apoliticamente satirico, parafrasando la battuta “mandiamoli i sindacati così si fermano” così spesso udita, mi lancerei in un… esportiamo Follini per spiegargli?
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Ecco, tutto il mondo è paese.
)). Ma Bossi lì non c’è vero? (Bo-she-la-urà…)
Anche in Veneto diciamo “quei de qua e quei de eà” intendendo quelli di là del Piave (Oderzo e sù verso il Friuli) e quelli di qua (Treviso e la “bassa” cioè Padova e Venezia…). Dai che il nostro fiumicello ce l’abbiamo anche noi… Magari il Piave porta in un anno quello che lo Yangze porta in dieci minuti, ma tant’è: ognuno si accontenta dei propri miti, no? Non vedo similitudini tra Roma-Milano e tra Pechino-Shanghai. Non, no, proprio non la vedo
Mah, ti vedo, triste e umido conversare con le cassiere,lanciarti poi alla ricerca di un disperato taxi nella fredda pioggia di Shanghai per andare… verso nord o sud, e se uno abita in centro???