Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Vivere a Shanghai

18 luglio 2008

Ufficialmente emigrato

L’altro giorno sono andato in consolato per iscrivermi all’AIRE. Il consolato è nel mezzo della concessione francese, dove tra varie case a due e tre piani appare d’improvviso un grattacielo dal nome baldanzoso, “The Center“, dove al 19esimo piano vi sono tutti gli uffici.

E così via con indirizzo, passaporto, dati vari, schedatura, identificativo e via dicendo. Tutto fatto. Domande?

Solo una: in ogni documento si parla di copertura sanitaria in Italia su rilascio di un foglio del consolato. Eccoti la sorpresa dell’ultim’ora: sì, ma solo in caso tu sia assunto in Italia e l’azienda paghi i contributi al servizio sanitario nazionale. E così, senza pure la meravigliosa macchina sanitaria, sono proprio un emigrato ora.

Vabbè, ho ottenuto supporto dei documenti qui (patente, passaporto, …), prova della mia residenza all’estero in caso qualcuno mi chieda delle tasse, e un po’ di tranquillità in vista delle olimpiadi. Non si sa mai alla fine.

Se mai mi servisse il SSN, a parte “sa, noi dobbiamo trasmettere queste informazioni al suo Comune, il Comune alla ASL, la ASL aggiornare il suo status…”, posso sempre ridiventare residente in un giorno con una nuova carta di identità. Evviva i buchi del sistema.

Scappo. Ho un treno per Pechino e incredibilmente sono in ritardo.

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  1. Però sta storia della difficoltà di riavere la copertura sanitaria al rientro in Italia ai residenti all’estero è una bella vergogna.
    La danno al primo accattone che si presenta in ospedale e tu devi avere un contratto di lavoro per ottenerla.
    Forse che se non hai un contratto di lavoro ed entri in Italia sei parificato ad un extracomunitario clandestino anche se sei cittadino italiano? (sembra proprio che sia così)
    Una ennesima prova che l’Italia cerca di mettere delle toppe formali ad un sistema che fa acqua sostanziale da tutte le parti… Bah, certo che se penso alla mia cartella Irpef… non mi restano commenti significativamente privi di volgarità…

    Comment di Patrizio [Visitatore] — 21 luglio 2008 @ 9:18 pm
  2. ciao stefano!
    che storie… c vorrebbe un po’ di questo anke in Italia!!
    a proposito dove posso trovare una dispensa o simili sul sistema fiscale cinese?
    grazie

    Comment di stefanao [Visitatore] — 25 luglio 2008 @ 6:39 am
  3. Penso che se aspetti la versione italiana di un libro del genere, poi tradotta in dispensa, per il tempo che la leggi il sistema è giò cambiato. In inglese ho visto qui qualche libro, ma in maggioranza, vista la giungla, qui si va a fiscalisti locali a meno che l’azienda non sia abbastanza grande da avere queste conoscenze in un dipartimento apposito (finance).

    Comment di bosida [Membro] — 26 luglio 2008 @ 8:42 pm

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