Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for luglio, 2008

Olimpiadi Pechino 2008

24 luglio 2008

Primi giorni olimpici

Stefano Bosello articoli Cina - Pass olimpiadi pechino 2008

6° giorno. Oramai son chiari i contorni -il contenuto è un bordello- di quello che sarà il mio lavoro qui: sette strutture sette da tenere d’occhio dove serviremo pasti per il BOB (Beijing Olympic Broadcasting). In altre parole quei simpatici giramondo fatti spesso a montagna che stendono cavi, tengono telecamere, qualche giornalista che non vuole cibarsi alla mensa per i visitatori.

Tenere d’occhio significa pianificare, seguire, guidare l’apertura e l’ordinaria amministrazione dei ristoranti-mense di cui sono responsabile. Ci sono infinite limitazioni sulla sicurezza da tenere d’occhio, come del resto tutto lo staff (cinese, ovvio) da guidare nel processo, con zero tempo per costruire una squadra… Un po’ a scatola chiusa.

Durante questa settimana, fino a domani, stiamo tenendo un training per lo staff su tutti i dettagli del progetto. E’ bello essere di nuovo in mezzo ad accento pechinese, vedremo se le persone saranno all’altezza del credito di simpatia e fiducia.

Ciliegina sulla torta, uno dei sette posti è un po’ fuori Beijing: nord-est, canoe. Ecco il dettaglio dei siti di cui sono responsabile:

  • C12–SRF Rowing & Canoe, Kayak (Flatwater)
  • C13–SRS Canoe, Kayak Slalom
  • C20–BTG Badminton, Rhythmic Gymnastics
  • C21–WST Football
  • C22–WIA Boxing
  • C23–CBV Beach Volleyball
  • C33 C36–Urban Road Cycling, Time Trial (Outside Race)

Stefano Bosello articoli Cina - Bird Nest stadio olimpiadi pechino 2008

Data l’esigenza di controllare ciò di cui sopra e di supportare altre operazioni in caso di bisogno, ho un Pass con un piacevole simbolo di infinito che significa “tutto”, di color rosso, che significa operational areas. Purtroppo manca un numerino per riuscire ad entrare all’interno delle manifestazioni, quindi non potrò seguire le gare (nulla di inaspettato). Ad ogni modo, il prezioso gingillo riserva qualche sorpresa in questo periodo pre-olimpico. Alla fine, tentar non nuoce…

Per visualizzare i collegamenti ai video su youtube usare Firefox 2 o superiori.

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Vivere a Shanghai

18 luglio 2008

Ufficialmente emigrato

L’altro giorno sono andato in consolato per iscrivermi all’AIRE. Il consolato è nel mezzo della concessione francese, dove tra varie case a due e tre piani appare d’improvviso un grattacielo dal nome baldanzoso, “The Center“, dove al 19esimo piano vi sono tutti gli uffici.

E così via con indirizzo, passaporto, dati vari, schedatura, identificativo e via dicendo. Tutto fatto. Domande?

Solo una: in ogni documento si parla di copertura sanitaria in Italia su rilascio di un foglio del consolato. Eccoti la sorpresa dell’ultim’ora: sì, ma solo in caso tu sia assunto in Italia e l’azienda paghi i contributi al servizio sanitario nazionale. E così, senza pure la meravigliosa macchina sanitaria, sono proprio un emigrato ora.

Vabbè, ho ottenuto supporto dei documenti qui (patente, passaporto, …), prova della mia residenza all’estero in caso qualcuno mi chieda delle tasse, e un po’ di tranquillità in vista delle olimpiadi. Non si sa mai alla fine.

Se mai mi servisse il SSN, a parte “sa, noi dobbiamo trasmettere queste informazioni al suo Comune, il Comune alla ASL, la ASL aggiornare il suo status…”, posso sempre ridiventare residente in un giorno con una nuova carta di identità. Evviva i buchi del sistema.

Scappo. Ho un treno per Pechino e incredibilmente sono in ritardo.

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Olimpiadi Pechino 2008

16 luglio 2008

Verso le Olimpiadi – Il certificato sanitario

L’altro giorno mi hanno spedito in una struttura locale per ottenere il certificato sanitario. Il suddetto è un documento che appare simile a una carta d’identità, ma che permette di lavorare in certi ambienti quali il Food & Beverage.

E così io, superiore e collega arriviamo in questo posto dove attendiamo in divertita fila la prima parte della procedura: registrazione. Di tre, due stranieri e tutti comunque vestiti da ufficio non potevamo passare inosservati ai numerosi compagni di avventura e personale, incluse le due nonnette al di là del vetro. Divertente il momento della foto, siamo troppo alti, ingobbitevi please, o non ne usciamo. Nome? E il collega ecuadoregno snocciola il rosario. Piccolo problema: software cinese non accetta nomi più lunghi di 5 caratteri. Siparietto per abbreviare il nome con la nonnetta che voleva accorciare il sesso “Male” (Maschile) scritto sul passaporto al posto del nome del collega.

Seconda parte, l’esame teorico. Prego entrare nell’aula dove in una TV registrata uno che pare essere lì per caso legge da un libro con una Powerpoint alle spalle così zeppa di caratteri che sì, sta leggendo la Powerpoint, non un libro. Ritiriamo l’esame con varie domande scritte in cinese e rispondiamo. Anche se il risultato verrà a fine settimana so già di averlo superato brillantemente: le soluzioni al test erano stampate su un cartellone a sinistra della tv sulla cattedra. E cosa vogliamo farci, è già tanto che tutti riescano a capire il meccanismo e scrivano il nome. Farsa.

Terza parte, si paga (72 RMB)e comincia la visita. Tralascio ogni commento sulle provette in vetro dei test del sangue open air (che fa più stile in inglese), la dottoressa (nonnetta pure) che palpa a caso il torace parlando con la collega e altri dettagli. Devo dire però che il software con codice a barre è efficiente, ad ogni stazione un bip sul foglietto tiene traccia di tutti gli esami.

Grazie, arrivederci, ritiro fra 10 giorni. Penso che se non sei moribondo il testo lo passi di sicuro. Meglio di niente comunque.

Con il certificato di cui sopra e il passaporto potrò accreditare il mio pass olimpico, la prossima settimana, a Pechino.

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