Il Prof. Biffis
E’ con imbarazzante ritardo che racconto qualcosa che andava scritto. Quel mattacchione del mio amico Alberto, in un’occasionale chiacchierata intercontinentale, mi ha chiesto se visto e considerato che avrebbe incontrato il mitico Prof. Biffis a Londra avessi un messaggio per lui.
Come è conoscenza comune a Ca’Foscari, Università di Venezia, il Professore è un’autorità. Ancor più cruciale, è per molti il responsabile di un esame obbligatorio e scoglio detto “Economia degli Intermediari Finanziari” che si può affrontare con il libro tanto è ovvio che non si passa lo stesso. Ci sono tre tipologie di risultato: essere trombati sonoramente (maggioranza), cavarsela con la sufficienza (maggioranza dei non trombati) o passare con un ottimo voto (eletti, figli dell’Illuminazione, futuri uomini-mastrino-finanza). A scanso di equivoci, questo paragrafo è in presente storico, non ho idea di come siano gli esami ora.
Ad ogni modo, io ho passato l’esame a pelo. Alla registrazione la personalità del Professore si lascia scoprire. “Cosa vuole fare da grande?” puù essere qualcosa che si incunea a freddo nella mente di chi vuol solo registrare un voto. L’occhiata che paragona la risposta al voto d’esame è eloquente.
Il Professore è però anche quello che batte sull’imparare l’inglese, quello che alla fine del corso ti trasmette la chiara idea che le banche sono sempre pronte ad approfittare (mi tengo…), quello che ti dice di andarsene un po’ fuori a fare esperienza e che comprare obbligazioni sapendolo fare frutta più delle Tiscali. E’anche quello che invitato per uno spritz a una tavolata di AIESEC Venezia al baretto in San Giobbe esordisce “AIESEC ai miei tempi era una mafia”. Insomma, un personaggio.
E’ tutto questo che ho in mente scrivendo due righe ad Alberto e facendosi due risate. Una settimana dopo rimango stupito di ricevere un’email dal Professore, che non solo ha ricevuto il messaggio (Alberto… dovevo saperlo), ma mi invita per un aperitivo di compensazione a Shanghai.
Professore, io non so quale sia l’esatto messaggio recapitato dal personaggio londinese, ma non serviva nessuna compensazione. Come le ho detto, è raro ricordarsi di qualcosa studiata all’università, già questa è un conquista!
Ad ogni modo, è stata una chiacchierata estremamente piacevole, vista panoramica e “prosecchino” incluso. Si è parlato di come va Ca’Foscari, l’Italia, gli italiani qui. Si è parlato di privato, si è detto di Cina. Ed è per ringraziare del prosecco che violo la Privacy nominando fatti e persone immaginari riferiti ad eventi non casuali tratti dall’ultimo disclaimer della Paramount Pictures. Ad ogni modo, grazie della chiacchierata Professore.
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