Bella, triste neve (Filippine – Bangkok, arrivo!)

Da troppo tempo non scrivo su questo Blog. Varie cause, di sicuro si riparte a febbraio con un altrettanto ritardatario diario di viaggio. Ad ogni modo, il tempo per raccontarvi la neve a Shanghai l’ho trovato a qualche ora dalla mia partenza da questa città. Ma andiamo con ordine.
Pare che il caro inverno quest’anno abbia deciso di fare le cose in grande. Come raccontato in precedenza, la Cina è divisa tra Nord e Sud più o meno dal fiume Yang-Tze. Essendo Shanghai di qualche km a sud, è una città del sud nella rigida visione locale. Il più interessante impatto a riguardo, oltre al lato economico (a Sud sono ricchi), è la totale mancanza di sistemi di riscaldamento. Si va a energia elettrica: condizionatori e lampade. Per inciso, alle mense dove lavoro fa un freddo becco.
Comunque, giusto a ridosso del Capodanno Cinese, quando in pratica mezza Cina torna a casa, è cominciata a cadere la neve. Tanta. Se a Shanghai questo si tramuta in pittoresche scene come da foto, fuori sono blocchi di ghiaccio, gente senza elettricità (cioè senza riscaldamento), gente bloccata in treno o alle stazioni (cioè il luogo da cui milioni persone si stanno muovendo per tornare a casa). Per darvi qualche idea, erano mezzo milione le persone ad aspettare il treno alla stazione di Guangzhou (Canton), “solo” centomila a Shanghai.
Tanto per contestualizzare, lasciatemi aggiungere che parecchi emigranti nel ricco sud tornano a casa o lasciano la città per sempre dopo un anno di lavoro in questo periodo. Significa che tanti hanno impacchettato tutto e spedito prima di prendere il treno. In altre parole, oltre alla stazione, nessun altro posto dove andare. Altri non sono riusciti a trovare il biglietto per tornare a casa (vendita sospesa il 30 per permettere il deflusso delle persone in attesa) e il governo per accelerare le riparazioni ha spedito una mezza milionata di PLA (People Liberation Army) nelle regioni dissestate.
Ripercussioni secondarie: razionamento di energia in alcune regioni, tonnellate di carbone di emergenza spedite in alcune città (125.000 in Guangzhou), autostrade bloccate, campi surgelati con evidente pressione sui prezzi nei prossimi mesi (deformazione professionale).

Nel momento in cui scrivo, la situazione (sempre stata tranquillissima qui a Shanghai) è in netto miglioramento (così dicono). Io ad ogni modo, finito di scrivere quest’articolo, mi fiondo a casa e fare lo zaino: a mezzanotte e mezza un (primo dei due) delizioso aereo low cost mi porterà nelle Filippine con 4 amici, previsto arrivo in spiaggia a mezzogiorno, 30 gradi, sabbia bianca, bungalow su spiagia e drink con ombrellino in mano. Da lì andrò poi a Bangkok a raggiungere un altra carovana, già partita da Shanghai. Sarà la mia prima vacanza invernale a 30°C e sinceramente non vedo l’ora. Il freddo umido di Shanghai lo senti dentro.
Nota. La foto del pupazzo con capelli veri mi è stata spedita da una mia amica. Scattata davanti ad un parrucchiere. Brividi
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