Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for settembre, 2007

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27 settembre 2007

Pronti via, vacanze di ottobre 2007

Stefano Bosello Articoli Cina - October holiday

Ok, sto incredibilmente facendo lo zaino un giorno prima. Non credo sia che sto invecchiando, è piuttosto il fatto di avere l’aereo alle 18.00 e una giornata di lavoro. Qui sono vacanze d’ottobre, capro espiatorio la proclamazione della Repubblica Popolare ai tempi di gatto Mao. Dopo aver vagliato varie possibilità, il viaggio in compagnia di Guillaume (FRA) e Gabriel (MEX) dovrebbe comprendere:

Venerdì 28: Si vola a Nanchang

Sabato 29: Si scala Lushan Mountain

Domenica 30: Si cammina sul Poyang Lake e si prende un Bus di 12 ore per Yichang

Lunedì 1: Si celebra la Repubblica ammirando La Diga delle Tre Gole e il disastro ambientale circostante. Ci si trasferisce con barchini e mezzi di fortuna a Shennongjia

Martedì 2: Caccia allo Yeti a Shennongjia

Mercoledì 3: Se non stiamo stanchi stiamo qui un altro giorno ululando per la sperduta riserva forestale della provincia di Hubei. La sera trasferimento a Yichang

Giovedì 4: Yichang – Luoyang

Venerdì 5: Visita alle grotte di Longmen e Tempio Baima

Sabato 6: Impariamo il Kung Fu al Shaolin Temple
e ci trasferiamo a Kaifeng

Domenica 7: Visita all’antica città di Kaifeng e preghiera con cero statuario per comprare i biglietti di ritorno per Shanghai

Lunedì 8: Secondo i nostri piani visionari dovremmo aver preso il treno. Arrivo 6.45 di mattina. Doccia e si torna a laurà!

Viaggiare durante i periodi di vacanza è un’avventura nella marea umana. Il piano sopra potrebbe trasformarsi in un essere mutante già al nostro arrivo a Nanchang… ma va bene così, altrimenti dov’è il divertimento?

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Tibet (Lhasa)

22 settembre 2007

Monasteri Tibetani III – Gandem

Gandem. La nostra truppa parte decimata in mattinata perchè una brutta emergenza ha richiamato Tas a casa e lasciato Fara in hotel. L’aria è frizzante, io mi sento meglio perché finalmente dopo tre giorni mi sento sempre più me stesso e non un vecchietto con l’asma. Nonostante le premesse mattutine si discute in pulmino, di vita, di priorità, di quanto staremo in Cina. Usciamo da Lhasa, permessi vari portati dall’autista al posto di controllo. Purtroppo la nostra permanenza in Tibet è troppo breve, questa è l’unica uscita dai confini della città.

Lungo la strada si aprono valli e montagne, ma così diverse da quel che io ho sempre inteso per montagne: qui le cime per lo più non sono roccia, sono terra arida. Il verde e qualche albero si trova a valle, vicino ai corsi d’acqua o in città… è la siccità di questa regione unita all’altitudine. Il pulmino si ferma, interrompiamo la chiacchierata per scoprire che è una sosta tecnica, unita ad una bella immagine di vita rurale del secolo scorso, adattata grazie allo Yak al contesto tibetano.

Stefano Bosello articoli Cina - Gandem monastero yak

Cominciamo a salire: il Monastero di Gandem è come nei racconti, in cima alla montagna, in mezzo al nulla, solitario. La rapida ascesa, unita all’altitudine, mette fuori combattimento Ellen, che dopo la breve passeggiata per raggiungere l’entrata decide di restare a meditare nel minibus. La vista dai tetti del monastero è magnifica, il silenzio dopo mesi nella sovrappopolata Cina è apprezzato.

Stefano Bosello articoli Cina - Gandem monastero vista

Dentro il monastero la nostra guida conosce uno suo zio monaco, che ci fa entrare in una stanzetta dove i monaci pregano senza pagare. Cedo al lato oscuro, quello turistico, facendomi immortalare mentre il monaco mi passa la bacchetta per continuare il ritmo del tamburo. Stanno pregando, le preghiere tibetane sono come delle litanie di frasi ripetute, sarebbe bello capire che dicono, ma il solo suono e il vederli ti trasmette la spiritualità di queste persone, unita alla sincerità del loro sorriso.

Stefano Bosello articoli Cina - Gandem monastero tamburo

Usciti, cominciamo a salire mentre un altro componente non riesce a seguirci. Siamo ancora io e Olaf, gli eroi del tè con burro di yak. Salendo, nessun altro attorno, la nostra guida risponde alla nostra curiosità sulle rovine della parte alta. Il monastero di Gandem è tra i più importanti del Tibet, culla di quel movimento dei berretti gialli che ha unificato, secoli fa, le sette rivali della regione, e che in pratica ha iniziato la serie dei D a l a i L a m a (perdonate minime imprecisioni, vado a memoria). Essendo quindi simbolo della storia del Tibet, non è difficile immaginare chi tra Topolino e le Guardie Rosse di Mao abbia distrutto parecchie strutture del monastero. A tutt’oggi il monastero, che contava 3000 monaci (tremila!) ai tempi d’oro (tra l’altro, mi piace pensare siano quelli menzionati da Marco Polo: “monasteri talmente vasti da ricordare in certi casi piccole città, abitate da più di 2000 monaci”), ne ospita oggi meno di 100 per regolamento. Se vi chiedete chi lo fa rispettare in un monastero a 60 Km da Lhasa in cima ad una collina è presto detto: comando di Polizia all’entrata.

Arrivo ansimante in cima, talmente tanto che anche se non sono sul tetto del mondo ma mi piace pensarlo. Attorno, a parte noi, il monastero e uno scorcio di strada molto più in basso, non c’è nient’altro che Tibet. E’ da qui che il video sopra è stato registrato. Sono estremamente soddisfatto che siamo riusciti a visitare il monastero di Gandem. Sono sicuro che la sua pace, la spiritualità della sua solitudine e la vista spettacolare che ti rilassa e ti fa pensare quanto piccolo sei rispetto al mondo… sono sicuro mi accompagneranno molto a lungo.

Stefano Bosello articoli Cina - Gandem monastero vista

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Vivere a Shanghai

19 settembre 2007

Aspettando il tifone Wipha

Stefano Bosello articoli Cina - Aspettando il tifone Wipha in metropolitana

Allora, chiariamo subito che voglio sdrammatizzare un po’ le cose e che già da ora sono dispiaciuto per qualsiasi vittima questo tifone (spero non) causi. Detto questo, parliamone.

Ieri pomeriggio ero con il mio capo in una scuola, parlando di un evento per 800 persone per luglio quando entra il mio site manager e ci dice che domani niente scuola per ordine dell’autorità per l’educazione di Shanghai. Causa? Tifone (che si dice TaiFun in cinese, per chi avesse solo pensato che abbia imparato gli eventi atmosferici).Rapido contatto con tutte le scuole: tutte saranno chiuse.

Ieri sera, pioveva ma neanche a livelli impossibili, io e tre temerari (ma de che?) ce ne siamo andati un appartamento privato in Pudong (l’altra parte della città) dove un indiano ha messo su un “”"ristorante“”" abusivo nell’angusto bilocale dove vive. E’ figo perchè mangi per terra e con le mani (ti danno il cucchiaio ma accidenti, il divertimento da “Animale in AIESEC” unito al sano comportarsi come gli ospiti locali dove lo mettiamo?). La cucina è quella indiana fatta in casa. Buonissima. Tornando in metro ridendo come i matti e scherzando sarcasticamente (un senso dell’umorismo che in Asia non capiscono granchè) su ipotetici cataclismi causati dal tifone ci rendiamo conto che:

1) I cinesi attorno a noi erano tutti seri
2) Noi ridevamo talmente tanto da sembrare ubriachi (no, non un goccio di birra)
3) La metropolitana così vuota non l’avevamo mai vista

Vabbè, me ne ritorno a casa preannunciare trionfante alla mia coinquilina che la penserò mentre domani lei andrà al lavoro.

Oggi, mi sveglio come un papa verso le 9, caffè, biscotti, relax totale. Fuori c’è solo una spruzzata di pioggia, me ne vado in palestra finito di scrivere qui. Il cellulare l’ho tenuto acceso stamattina nel caso mi chiamino dall’ufficio, ma direi che il rischio è passato, è ufficiale: vacanza.

Inanto, spulciando le ultime simulazioni sul tifone, ho la conferma definitiva che contrariamente a quanto ipotizzato due giorni fa passerà a ovest di Shanghai non sulla città. (e secondo me farà molti più danni a Nanjing che qui). Certo, qualche tetto scoperchiato e deboli alberi che cadono, ma almeno qui in città (non “Shanghai” come territorio speciale) non credo succederà granchè, anche perchè colpendo la terraferma si è depotenziato un po’. Alle due (fra due ore e qualcosa) sarà nel punto più vicino a Shanghai.

Concludendo quindi, da un punto di vista strettamente egoistico a al momento in cui scrivo, questo tifone mi è simpatico.

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