Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

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Articoli Cina

8 agosto 2007

We are ready – Olimpiadi Pechino 2008

Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi qualcuno ha fatto del countdown un evento. Nel giorno che marcava il meno un anno alle olimpiadi roboanti servizi televisivi, radio e giornali hanno scritto o proclamato migliaia di parole su quanto la Cina abbia fatto per prepararsi a queste Olimpiadi. La gaia attitudine, nonchè l’assidua ripetizione del concetto chiave con cui la gente deve avvicinarsi al grande giorno è perfettamente esemplificata da questo video ufficiale.

Lo stesso giorno, ma dubito che ne abbiate letto qualcosa, un gruppetto di canadesi ha deciso di manifestare la loro ignoranza sulla situazione tibetana (sarcastico) esponendo un gigantesco “F r e e T i b e t” in inglese e cinese sulla grande muraglia. Rimpatriati dopo una notte di interrogatori.

Lo stesso giorno, Reporter senza Frontiere ha organizzato un test a Pechino (inglese | italiano): hanno fatto una conferenza stampa sulla violazione di libertà individuali in Cina, e poi se ne sono usciti davanti al palazzo che ospita il Comitato Organizzatore delle Olimpiadi di Pechino (BOCOG) con dei manifesti con manette al posto dei cerchi olimpici. Trattenuti per qualche ora, sono stati espulsi il giorno dopo.

Ora, nonostante sia ovvio che questi non siano semplici exploit di stranieri che parlano a nessuno, è altrettanto cristallino che chi organizza queste manifestazioni non coinvolge cittadini cinesi, forse perchè loro sarebbero già in Patria, e probabilmente non verrebbero espulsi ma incarcerati per qualche anno e rieducati. Ad ogni modo, sebbene nessuno protesti per quisquiglie come i diritti umani, ci sono varie persone che guardano al sodo, per esempio al trasferimento forzato delle persone che vivono vicino ad aree interessate allo sviluppo urbanistico olimpico. Intanto dall’altra parte del Mar della Cina, il Taipei Times se ne esce con questo articolo, tanto per aggiungere un po’ di pepe alle relazioni tra i fratelli separati. Sempre lo stesso giorno, dall’altra parte del Tibet, in India, diecimila tibetani si riuniscono in protesta per i diritti umani.

Dal versante ambientale, l’ufficio controllo metereologico fa piovere regolarmente per testare l’efficacia della pioggia nell’abbattere l’inquinamento. E comunque qualcuno si comincia a chiedere se le autorità cinesi riusciranno a controllare tutto. Per la cronaca, l’inquinamento a Pechino è normalmente più del doppio (e a volte il triplo, capita il decuplo) del nostro massimo livello di guardia. Targhe alterne, nuove linee metro, nuovi bus. Stanno facendo qualcosa, anche se in molti credono sia troppo tardi e si andrà a misure emergenziali piuttosto che strutturali.

Questi i fatti (come riportati da ostili media occidentali, ovvio), personalmente credo che ci saranno molte manifestazioni del genere durante le Olimpiadi, e allo stesso tempo che i cinesi troveranno un modo per risolverli senza troppo clamore (i falchi non si aspettino reporter incarcerati dunque). Credo anche che le Olimpiadi che si vedranno fuori saranno condite con queste notizie, e i giornalieri aggiornamenti sull’inquinamento, come sono convinto che qui in Cina, i cinesi saranno marginalmente toccati da tutto questo. Il gioco sta nel non raggiungere mai la massa critica di protesta, e in un Paese con un miliardo e mezzo di persone il numero è notevole. Sicuramente, le Olimpiadi del 2008 verranno ricordate per anni a venire, in che modo è presto per dirlo. Certo, sarebbe un bel dispetto ai cinesi che anni di costruzioni (acquatics center | bird ’s nest | CCTV tower tanto per citarne qualcuno), make-up e preparazione logistica passassero in secondo piano rispetto agli atleti che arrivano un giorno prima della gara per non respirare troppo l’aria, o le note di agenzia dell’ennesima conferenza stampa di protesta accanto al’ultima medaglia d’oro.

Ricordo quando si organizzavano conferenze per l’AIESEC. Tutti dietro la logistica, i coffe-break, l’ultimo gadget, le sponsorizzazioni di bottiglie. Certo, tutte queste cose sono una buona infrastruttura, ma è il divertimento, è l’evento, è l’attitudine delle persone che incontri che fa la differenza. Le Olimpiadi non sono una conferenza AIESEC, ma se anche in minima parte funzionassero le stesse dinamiche, fossi un cinese mi preoccuperei.

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