Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for giugno, 2007

Annunci e info vita in Cina

23 giugno 2007

Dodicesimo Diario di Viaggio

Stefano Bosello Cina - Diari di Viaggio cinese Beijing Pechino

Quattro mesi a Shanghai, tra un lavoro da scoprire e una vita sociale da creare, aspettando le mie vacanze a casa.

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Articoli Cina

2 giugno 2007

Coming and going – Un mercato del lavoro che compete

Stefano Bosello articoli cina - mercato lavoro shanghai

Ieri la mia cassiera preferita ha dato le “dimissioni“. Ad essere precisi ha dato il preavviso standard di qui per i lavoratori non-management. Il suo ultimo giorno di lavoro sarà venerdì prossimo; sì solo una settimana. Qui a Shanghai (e in Cina in genere) funziona così: mercato iperflessibile, welfare (una pensione bassa e copertura sanitaria) solo per i locali (50% del salario a carico del datore di lavoro per chi, per esempio, ha un Hukou di Shanghai). Parlassi con Pezzotta (CISL, sì lo so che ce n’è un altro… ma lui mi era simpatico) mi racconterebbe della protezione dei lavoratori, degli ammortizzatori sociali, delle pensioni che mantengono lo stesso stile di vita, dei diritti degli assunti e dei doveri delle aziende e dello stato. Io gli direi che ha ragione, che sono d’accordo, e allo stesso tempo che così non si può competere con Paesi con mercati del lavoro più efficienti (e non parlo di Cina, ma di gran parte delle potenze industriali) e che questi offrono più opportunità lavorative (i mitici posti di lavoro) e premia i migliori, che dimostrando di valere di più spingono la propria azienda a premiarli per trattenerli ed altre aziende a cercarli per assumerli.
Sì, il sistema tende all’efficienza sulle persone senza preparazione ed esperienza, abbassando secondo logiche di mercato i salari minimi. Sì, credo che parlando di Cina questi siano veramente bassi. Allo stesso tempo, come mi si può dire che l’Italia non deve competere sul costo del lavoro, io vorrei che nemmeno rinunciasse a competere sulle risorse da premiare, ocn i soliti compreomessi al ribasso. E invece via con la trattazione collettiva (ho provato a spiegare il concetto a vari miei amici non italici e, quando ci sono riuscito, ho visto faccie increudule). E via coi diritti di tutti e i doveri di chi paga, via alla pratica impossibilità di dare il benservito a troppe inefficienti tossine del sistema. Via con i troppi statali fannulloni che deprimono quelli efficienti, che ci sono ma non vengono premiati.
Non credo che la Cina abbia un mercato del lavoro perfetto, credo andrebbe bilanciato, migliorato per offrire qualche garanzia in più (stanno riformando l’hukou comunque). Ma credo anche che sia competitivo e stimolante, con datore di lavoro e dipendente che in genere hanno un rapporto volontario e reciproco di collaborazione, dove senza drammi ambedue sanno che possono trovare nel mercato stesso altre risorse o opportunità, e dove questo meccanismo si rivela in genere virtuoso. Nessuno qui vede o vuole vedere il proprio posto come un lavoro a vita. Il datore può assumere senza paura di fregature senza possibilità di ritorno (se non costose, rognose, lunghe anni), il dipendente può accettare per poi cambiare, per guardarsi attorno, per capire di non fermarsi e appiattirsi.
Da qui, sorrido tristemente leggendo qua e là del “precariato“, nuove generazioni senza futuro certo e compagnia bella. Sembra filosofia d’altri tempi: il mondo è “precario”. Non crediate che viva in un bagno di dobloni e che non capisca certi problemi e le difficoltà di molti davanti ad un cambio di cultura del lavoro, a causa di propaganda, correzioni sacrosante che non arrivano e in definitiva aspettative o sogni che non si realizzano. Adoro MaxCosmico (godetevi il video su Youtube) e penso che buona parte del testo sia fenomenale e dedicato anche ad una cultura manageriale del “paron”, del barone, di chi non lascia spazio a chi magari pecca di inesperienza ma idee fresche e utili ne avrebbe da vendere… Ma pensiamo di rimanere in un’artificiale oasi felice finchè non si collassa o ci decidiamo a giocare le carte che ad una ad una perdiamo col tempo perso?
Ad ogni modo, noi in una settimana possiamo trovare un’altra persona; la mia cassiera, anche grazie all’esperienza fatta con noi, comincerà felice un altro lavoro con l’80% dello stipendio in più. Che mondo ingiusto.

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