Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for aprile, 2007

Vivere a Shanghai

16 aprile 2007

Traffico in Cina, traffico a Shanghai

Stefano Bosello articoli Cina - Shanghai Cina traffico

Ogni giorno prendo il taxi per andare al lavoro. Sì lo so, è da pazzi, ma non riesco a convincermi a svegliarmi 40 minuti prima per risparmiare un euro. Ad ogni modo, recentemente al posto di svegliarmi con la mio simpatico telefono ho aperto gli occhi grazie ad un coro continuo di clacson che sorpendentemente riflesso per 18 piani è giunto alla mia finestra. L’immagine che vedete sotto ne era la causa. Ecco, se foste svedesi sarebbe veramente difficile spiegarvi cos’è il traffico, quello vero, quello cinese. Diciamo che gli italiani hanno culturalmente dei punti in comune. Immaginiamo Napoli (Ferro, non t’arrabbià, non è colpa mia se siete i migliori!), dividiamo la velocità media per due, aumentiamo il traffico di quattro volte. Condite con rossi rispettati, ma mai in certe circostanze; clacson spesso premuto per almeno un quarto del tragitto; ancor più rigida legge del più grosso ovvero, in scala, pedone – bicicletta – scooter – macchina – macchinone – autobus – corrierone – camion cinese da costruzioni – Polizia.
A causa della diffusa incapacità di guidare di questo popolo di neopatentati (estremo? A a quanti di voi servirebbero due parcheggiatori per sistemare la vostra macchina in un posto tre volte più grande?), qui ci sono semafori ad ogni angolo. Le precedenze raramente costituiscono motivo sufficiente a fermarsi. Se aggiungete che in molti passano e partono con il giallo (il giallo è anche prima del verde, come in quasi tutto il mondo) e che il massimo del traffic-management sono di norma due strade a quattro corsie che si incrociano ad un semaforo… Bhè, capite che qui siamo alla giungla urbana.
Non siete contenti? Potrei aggiungere che i semafori stessi sono pazzeschi: sistemati dal lato opposto della strada, quasi sempre danno il verde/rosso per tutti… Immaginate una secondaria dove si accendono le luci color smeraldo: chi dritto, destra e sinistra, pedoni.. opposte direzioni, tutto in contemporanea.
Ma il subdolo pericolo non si ferma alla Cina: so che correrò per l’Italia attaccato al clacson, tentato dallo zigzagare per le corsie senza uno straccio di freccie, cercando i miei parcheggiatori mentre mi trattengo dallo “schiarirmi la gola” dal finestrino… Vabbè magari per la prima oretta. Molto ancora ci sarebbe da scrivere, ma mi fermo qui, con due cosette: la prima, immaginate un fulmine senza luce, un veicolo che non fa rumore. Immaginate che sia ormai buio per le strade. Ecco, quel che voglio dirvi è che se capitate da queste parti fate attenzione alle biciclette elettriche: fanali spenti, 40 all’ora, solo il flebile attrito delle gomme sull’asfalto ad avvisarvi che siete in pericolo.

La seconda? Sì, se siete interessati ad altre chicche potete fare un salto qui.

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Vivere a Shanghai

8 aprile 2007

Buona… Pasqua?!

Stefano Bosello Articoli Cina - La Pasqua in Cina

Acc, è Pasqua oggi vero? Sì, ecco perchè la scuola faceva un giorno di vacanza (politicamente corretto naturalmente: si chiama “Spring Break“). Ho passato un venerdì burocratico, aprendo il conto in banca, ritirando la mia carta con lo stipendio, spendendo lo stesso in un abbonamento alla palestra. Lo stesso venerdì, che ora realizzo è quello dove non si mangia carne e non si fa festa, sono stato invitato da un amico di un amico di un amico ad una festa di compleanno. Locale molto “sono-a-Shanghai-una-settimana-e-mi-diverto”; ho distribuito biglietti da visita a nastro, vediamo se riesco a conoscere qualcuno. Mi piacerebbe uscire di nuovo con gli spagnoli, sono fuori di testa almeno quanto quelli che ricordo nelle estati Cagliaritane.
Tornando alla mia Pasqua, è stata una giornata meditativa: ristorantino giapponese con nastro porta-sushi e wasabi aprinaso, camminata di 4 ore per tutto il Bund e dintorni (ogni weekend è un area da vedere), acquistati gli ultimi tasselli del set da palestra (sacca Diesel 8 euro, il venditore mi ha fatto i complimenti dicendomi che ci ha perso 5 kuai vendendomela). Tornato a casa un po’stanco (?!), ho resistito al richiamo della fame e mi son diretto in palestra, dove partito per una corsetta ci son stato 3 ore… Includendo però tempi interessanti di cottura in sauna. Rilassatissimo ho cenato e mi sono diretto a casa dove mi sno accasciato sul letto.

La foto che vedete sopra è l’unico evento pasquale che ho visto ieri: uovo gigante di Pizza Hut, con spettacolo conigliette e bambini a fare palestra di roccia sull’uovo.

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Articoli Cina

2 aprile 2007

Tanto di cappello

Stefano Bosello articoli Cina - Shanghai plastico

Ok, vuoto il sacco. Da queste parti (Cina) tutto cresce così rapidamente che sinceramente quando mi sono trasferito qui (Shanghai) pensavo che lo sviluppo qui fosse (un po’) più rallentato, un gigante sulla via della maturità per intenderci.

Ogni sabato (“ogni” parola grossa, è solo il secondo) scelgo un percorso in città e lo seguo, rigorosamente a piedi, per esplorare luoghi, memorizzare posti, connettere mentalmente strade e quartieri… E vedere Shanghai ovviamente. Nel mio pellegrinare questo weekend mi sono diretto a People Square, dove incuriosito sono entrato nel “Shanghai Urban Development Museum“.

Ecco, diciamo che qundo sono uscito avevo un’altra idea in testa. Certo, forse in alcune aree della città lo sviluppo edilizio non corre (per fortuna) come in altre parti, ma resta pur vero che per l’Expo 2010 che si terrà stanno costruendo l’impossibile tra capannoni avvenieristici, linee metro (due di queste saranno più lunghe di 100km!)… Ma questa è un’altra storia, restiamo al museo: tra le cose che mi son rimaste impresse vi è sicuramente il megaplastico dell’area centrale della città, ma parlando di fatti e cifre (inglesismo) sono per esempio i megaprogetti dell’areoporto e del porto di profondità che mi hanno lasciato a bocca aperta. L’aeroporto, costruito a 30 chilometri dalla città e collegato dal treno magnetico che a 400 all’ora ci arriva in 8 minuti (futuri sviluppi), è stato progettato a moduli e l’intero piano è calendarizzato fino al 2015. Gli 80 milioni di passeggeri programmati sono certo una cifra tra i primi 10 hub al mondo, ma è il traffico merci che renderà Shanghai il passaggio “obbligato” per tutta l’Asia. E’un po’ come se avessero capito che il porto non bastava più in quest’epoca di velocità, e ci hanno affiancato questo titano.
Secondo cosa, decisamente più alla cinese, è il porto di profondità, costruito su delle isolette a 85 km di Shanghai e collegato da un ponte di 36 Km senza ferrovia. Pare che abbiano dei problemi perchè costa troppo spedire le merci, vedremo, mica tutto può andare liscio no?

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