Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for aprile, 2007

Tibet (Lhasa)

28 aprile 2007

Una volta nella vita (Beijing/Lhasa)

Dopo l’ennesimo viaggio d’ordinanza Shanghai-Beijing, treno, soft-seat, posso dirmi un frequent traveller di questa tratta. E cosi’ eccomi qui, nella cara Pechino per una nuova puntata di C’eravamo tanto amati (quanti di voi ricordano il programma televisivo omonimo?). Come da post precedente, sono partito mentre i miei amici cercavano ancora di acquistare i biglietti. Mi telefona Olaf, norvegese compagno di viaggio, proponendomi una di quelle idiozie alle quali io non riesco a resistere: non ci sono posti a sedere, le ragazze volano via Chengdu, se ci stai possiamo tentare di fare il viaggio acquistando standing ticket. Ho risposto “questo e’ veramente estremo“, immaginandomi a boccheggiare a 4000 metri disteso su un corridoio… e ad un totale di 48 ore di viaggio nomadi tra vagone-ristorante, e posti accidentalmente liberi, corridoio. Lo faccio. Mamma, papa’ non preoccupatevi, rispondero’ al telefono per il mio compleanno (due maggio, per gli smemorati), e’ tutto variamente sotto controllo.
Quindi, la Compagnia dell’Anello si divide, per reincontrarsi a Lhasa, come nei film. Resto convinto che il treno sia una migliore alternativa dell’aereo. Certo si soffre nei passi piu’ alti (come il Tanggula, a 5000 metri), ma l’arrivo a Lhasa e’graduale: con l’aereo si passa da zero a 3600 in due ore, o meglio, in un minuto causa cabina pressurizzata. E naturalmente, ad un treno che dispensa ossigeno e che passa per lande dal panorama mozzafiato non rinuncio facilmente.
Ora stacco, lascio l’internet point alla volta di una doccia, per successivo brunch distruttivo. Il treno parte stasera alle nove e qualcosa, avro’ tempo di scroccare un divano per una dormitina prima di allora… Grazie vecchi amici di Beijing!

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27 aprile 2007

Le indefinite vacanze di maggio

Se mi chiedessero dove vorrei essere per le vacanze di Maggio (giorno dei lavoratori, ma qui sono più lunghe) risponderei senz’altro che vorrei essere in Italia, al matrimonio di due carissimi amici. Non sarebbe purtroppo un risposta tecnicamente corretta comunque: le mie giornate di libertà si concludono esattamente domenica, quando tornerà al lavoro. Ogni tanto il tempo è beffardo vero?
Piano B è stato un viaggio che ho sempre sognato, organizzato furiosamente in fretta: Tibet! Io e i miei amici abbiamo i biglietti di ritorno, l’hotel la guida e l’autista, il permesso speciale per entrare in Tibet. Io ho anche il biglietto Shanghai-Beijing con cui stasera mi recherò nella Ei Fui mia città Cosa manca? Un piccolo dettaglio: i biglietti introvabili per il treno Beijing-Lhasa. Il che a un giorno dalla partenza non è male. Pare che l’unico piano B sia cercare di acquistare almeno i posti a sedere (48 ore di viaggio).
Quindi, direi coerentemente in stile con me stesso, stasera finito di lavorare corro a casa a fare lo zaino e me ne vado a Pechino, senza sapere se domani partirò per Lhasa. Le indefinite vacanze di maggio si potrebbero quindi rivelare un compleanno tra i monaci tibetani, o un nomade errare pechinese tra amici ospitali.

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Articoli Cina

19 aprile 2007

Perchè lamentarsi?

Stamattina mi chiama il mio responsabile, si va in gita! Prima tappa la scuola Franco-tedesca (impressionante unità da 1000 pasti), poi verso la Metro per organizzare un evento. Giriamo in macchina, e ovviamente ci perdiamo un po’, così tra argomenti lavorativi e meno ci mettiamo a parlare di Pudong, l’area di Shanghai al di là del fiume Pu (sì esatto, Pu è il fiume, Dong vuol dire est). Semplicemente 15 anni fa era aperta campagna, ora c’è un quarto dell’intera Shanghai, centro finanziario, aereoporto e due porti compresi. Parlando dello sviluppo tremendo di questi anni, mi racconta qualche interessante aneddoto di qualche anno or sono.
Scuola: circa nel 1985 nelle scuole si insegnava ancora che il capitalismo era il male assoluto, perchè favoriva le differenze sociali tra ricchi e poveri. Il socialismo era quello figo, perchè tutti erano uguali. Personaggi più studiati, ovvio, Marx, Lenin, sacro Mao e compagnia bandiera rossa trionferà.
Ristoranti: se così si potevano chiamare, era comunque interessante la burocrazia sottostante. Ogni persona, ogni giorno aveva a disposizione un bigliettino con scritto a quanto riso aveva diritto. Ovvio, varie fasce di età. Quando per esempio si compiva 12 anni si doveva applicare agli uffici per “l’upgrade” del riso, ricevendo i fogliettini aumentati. Tornando al ristorante, non solo si pagava, ma si doveva dare pure il fogliettino, sennò nisba.
Beni durevoli: questa è simpatica, provate a dirmi quando il cinese medio ha ricevuto il primo elettrodomestico e di che elettrodomestico si tratta. Tre, due, uno. Era il 1985 circa e parliamo di televisione in bianco e nero. Qualche anno più tardi venne il frigorifero (sì, prima tv, poi il frigorifero). E poi l’avvento della tv a colori e dal 1989 circa più o meno hanno negli anni agganciato sempre più le innovazioni (computer in primis).
Ora, misurando con la mia età, se alla nascita mi avessero mostrato una lampadina che più no che sì illuminava la casa, a tre dovevo portare il bigliettino per il riso e non c’era nulla da comprare, a cinque mi danno una tv, a sette un frigo coi gelati e la tv a colori, a dieci gioco con i miei amici con il Nintendo a “Pong”, a tredici non solo posso andare dal “casoìn” (in veneto, venditore di prototti caseari), ma non mi chiede manco il bigliettino, e poi a 18 papà compra la macchina per la famiglia e mi accompagna all’università… Qui in meno di 20 anni son passati dai nostri anni ‘40 al 2007! Non stupisce quindi che, in genere, qui non si badi molto a particolari come diritti umani, libertà di stampa e altre quisquiglie. Se è destino, arriveranno, intanto aspetta e goditi la nuova era del consumo.
Così, la nazione dove sino all’ultimo (e per certi versi sinora) il socialismo (comunismo) ha difeso il suo essere è diventata uno dei posti al mondo dove il capitalismo è più selvaggio, dove spesso si bada a diventare più ricchi e a mostrare ricchezza (il clacson non è mezzo, è status symbol: io macchina, tu piedi). E se vi chiedete cos’è successo, la risposta è semplice, dopo l’era di Mao un uomo è riuscito a giocare la sua partita, con il suo seguito: quello del cambiamento (contro i duri e puri). Deng Xiao Ping, appena eletto, ha lasciato Beijing e la boria della capitale, e si è fatto un viaggetto nel sud (storia ipersintetica, scusate le imprecisioni). Ha piantato un albero e ha detto: “gatto bianco o gatto nero, è buono se prende il topo, da oggi inizia il cambiamento“… Ovvero non importa con che mezzo, ma bisogna svilupparsi e crescere. Così, dopo aver aggiunto “la ricchezza è bene” se n’è tornato a Pechino con le aspettative di buona parte dei “luoghi che contano”, e con la fantasiosa locuzione “socialismo di mercato“. Quel che mi chiedo, è se saranno bravi abbastanza a gestire un Paese che a parole e politica cerca di andare in una direzione, e nei fatti e nei comportamenti si apre sempre più e tende a copiare tra i modelli più estremi di capitalismo occidentale.

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