Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for novembre, 2006

Vivere a Pechino (Beijing), Cina

3 novembre 2006

A caso

Stefano Bosello articoli cina - Costruzioni a Pechino

Capita, va bene? Siamo, sono umano dopotutto no? Ricordo la beata innocenza di quando mi dissero “non c’è” posto nel vecchio dorm, ma c’è quello nuovo, pronto di fresco”; ricordo il mio immaginare, troppo fresco di vacanze italiane, quali miraboli attrazioni lo stabile mi avrebbe riservato. Ecco, al di là di quanto ampiamente descritto nell’ultimo mese, voglio rendervi partecipi di una chicca che mi assilla da quando ho messo piede qui dentro. Forse non vi ho detto che pago 3 yuan in più perchè la mia finestra è fronte sole, che nella cultura locale è sinonimo di salute (ma poi si coprono dal sole con gli ombrellini… mah). Bene, al di la che del sole potrebbe non fregarmene di meno, c’è anche la second avariabile: il mostro di cemento in costruzione nel lotto adiacente. Quando sono arrivato era già in piedi, finito, quindi non mi aspettavo gran lavori. E che ti scopri? Che qui non solo tutte le tubature (attenzione, non gli allacciamenti, tutti i tubi possibili) a terreno vengono costruite a fine lavoro, ma che qui lavorano dalle 7 alle 11 di notte. Per vari giorni han scavato terra, messo tubi, rimesso terra, scavato di nuovo. E a sera tardi il reparto tecnico saldava, e copriva e portava via rifiuti.

Tornando all’inizio… Succede no? Succede di guardare giù ed imprecare contro le formichine dal berretto giallo che scavano e ricoprono tubi alla stessa profondità per anche cinque volte di seguito. La teoria del grande buco non perfora le menti del direttore dei lavori? E quei tombini? Vi prego, ditemi che non sono stati progettati volontariamente lì, totalmente sfalsati, a caso. Vi prego, potete dire a quel costante omino ogni tre che sta seduto a guardare gli altri fumando una sigaretta che si muova? Potete dire all’omino che guida l’escavatrice di imparare a usare il mezzo, così magari si evita di pagare venti persone per muovere col badile la terra di centimetro in centimetro?

Stefano Bosello articoli cina - Costruzioni a Pechino

Ma che sto dicendo, qui lavorano giorno e notte, costruiscono in fretta. E allora dove sta l’errore? Perchè tutto ciò non può essere veramente considerato efficente. Il progettista. E’stato lui, è lui che con il direttore dei lavori fa nascere queste bestialità. E lui, lo so. Perchè, pensandoci bene, dev’essere collega di quello che ha progettato i nuovi stabili dell’università, con scale a caso, sotterranei bunker dalle mille entrate (inutilizzate per motivi di sicurezza), con anche l’entrata di tutto il complesso a caso, con un tubo per l’aria nel mezzo dell’antrata e strettissime stradine che creano ingorghi allucinanti di persone e biciclette, che obbligano ad assumere un povero Cristo pagato per dire agli studenti dove metterle davanti alla mensa, perchè non c’è posto ed è un macello.

E poi, torna la calma, la razionalià .. E la voce del mio amico, saggio e serafico che mi illumina: “la maggior parte di questi architetti e direttori ha studiato durante la rivoluzione culturale (significa che non ha studiato), che pretendi?“. Ecco. Tutto chiaro, viviamo nel caos, e lo aiutiamo pure.

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Liaoning, Dandong, Fengcheng

1 novembre 2006

L’ultima frontiera della cucina di strada

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong cucina di strada alla cinese

Ricordo distintamente quella sera, avevo appena ricevuto un telefonata e gli altri dormicchiavano davanti alla Tv dopo una giornata faticosa (Fengcheng). Tutto d’un tratto ecco lo scatto d’orgoglio e finito l’ultimo sorso di birra usciamo verso le 11 di sera per andare a mangiucchiare qualcosa. L’obiettivo era qualche yangrouchuan (spiedini di capra estremamente popolari nel nord della Cina), una birra e quattro chiacchere.. Ed ecco che scatta la serata che non ti aspetti, con personaggi in cerca d’autore e nuove esperienze. Arriviamo in questo posticino con braciere all’aperto e sedioline tipicamente cinesi, ci sediamo ed evidentemente percepiamo che siamo i primi stranieri a mettere piede in quel posto da molto tempo. Il tempo di chiedere cosa volevamo mangiare, di capire che parlavamo cinese, ed ecco che il laoban (boss) arriva e si siede con noi.

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong cucina di strada alla cinese

Prima lavorava in fabbrica, poi ha fatto il salto e ha aperto il risorantino, suo figlio studia all’università da qualche parte a Beijing. Ci raccontiamo un po’, con quella tranquillità che un po’ mi ha ricordato le chiacchere davanti ad un bicchiere di vino in un tardo pomeriggio veneziano. E nel frattempo ecco che ci vengono offerte vongolette, esseri marini di vario genere, pesce essiccato et similia. A parte l’essiccato tutto era “vivo” e in acqua prima di finire in griglia. Eccetto la grigliata di pesce non avevamo mai mangiato vongole “alla brace”. Così, dopo un fugace sguardo reciproco, subito sopito dal quello attento del nostro ospite, abbiamo mangiato.

Non ci siamo chiesti in che acqua sguazzassero, o in quale fossero vissute le creature prima di affacciarsi al patibolo. Abbiamo mangiato. Era tutto delizioso, condito con una birra inaspettatamente fredda. Ogni tanto un vicino di casa, un avventore abituale veniva salutato con un qualcosa tipo “ehy, hai visto che ospiti mangiano al mio ristorante“, ma il tutto è stato molto simpatico. La cattiva mente occidentale covava due grandi interrogativi, quanto avremmo pagato e se come avremmo passato la notte (dal punto di vista digestivo). Ed eccoci al confine della cucina di strada, dove gli avventori pagano solo quel che chiedono e gustano ciò che viene offerto, e dove si svegliano la mattina in perfetta salute, felici delle chiacchere della notte prima.

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