Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for ottobre, 2006

Liaoning, Dandong, Fengcheng

13 ottobre 2006

Corea e Cina viste da un fiume

Stefano Bosello articoli Cina - Cina e Corea viste da un fiume

Vi ho già raccontato del ponte bombardato. Ecco, partiamo da qui e vediamolo come metafora, perchè di fatto l’articolo è basato su questo: il ponte arriva a metà fiume, raggiunto il confine, restano solo le basi di cemento del vecchio. Credo capirete che ciò che seguirà non intende in nessun modo essere un’analisi economica basata su rilievi visivi, ma alle volte la realtà di un’immagine vale più di mille grafici econometrici. Ne abbiamo parlato spesso stando a Dandong, guardando i cinesi affollare il ponte dell’aggressione americana, costruire sul fiume una città gradevole, partire dal poco di un ponte distrutto per fare da volano allo sviluppo locale, incentrato su molte altre industrie ed attività. Ma abbiamo fantasticato, da visitatori esterni sulle diverse prospettive di tutto questo, fermando un attimo il trambusto che ci circondava per guardarci attorno.

Stefano Bosello articoli Cina - Cina e Corea viste da un fiume

Ecco Dandong, la riva del fiume piena di alti appartamenti fronte fiume, centinaia di barchette che portano i turisti ai confini con la Corea, persone ovunque, camion che vanno in direzione Corea la mattina, vita frenetica, traffico. E soprattutto, luce. Ecco la sponda nordcoreana: nulla. Anzi no, una nave arenta vicino a quello che un tempo fu un porto di interscambio, 4 ciminiere di una fabbrica senza attività. Silenzio. La fotografia (Video dal ponte, 1,15 Mb, Player DivX 6 necessario) di un Paese che dal 1990 (anni comunque non dorati) è in continua recessione e ha perso il 40% del PIL. Dicevo, luce. Perchè è di notte che si capisce l’ampiezza del divario tra due ex-compagni. La foto che vedete è quella del ponte di notte. No, non è il ponte bombardato, è quello funzionante. No, dove finiscono le luci non finisce il ponte… Finisce la Cina. Uno spettacolare show di lampadine a misura turistica che finisce a metà fiume. Anche gli archi che vedete sono puramente estetici, l’altra metà del ponte è semplicemente dritta. E Dandong è lo stesso. Musica (è vacanza), luci anche a contorno degli appartamenti fronte fiume, luce ovunque. E dall’altra parte, silenzio, buio. Questo è ciò che ho visto da Dandong.

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Articoli Cina

12 ottobre 2006

Corea e Cina tra giornali e giornali

Volevo scrivere quest’articolo due giorni fa, più o meno quando non ho sentito il terremoto proveniente da qualche centinaio di km da Dandong, dov’ero una settimana fa. Ovviamente anche in Cina è giunta notizia, titoloni a prima pagina sull’esperimento nucleare sotterraneo. Se siete interessati a come se la passino in Corea del Nord vi consiglio quest’articolo molto interessante apparso sul Corriere. Quello che posso scrivervi io sono di base due cose, com’è percepita (fatta percepire visti la struttura dei media) la cosa qui, in questo articolo, e come l’ho vista io da un fiume nel prossimo.

Come molti dicono non esisterebbe Corea del Nord senza Repubblica Popolare, e questo non esattamente per l’appoggio della Cina alle politiche di questo Paese, ma soprattutto per gli aiuti che la Cina invia regolarmente. Leggendo gli articoli qui si avverte una specie di equilibrismo, tra condanna (potrei dire che sono sinceramente neri) e freno nelle sanzioni (per non parlare di guerra). Leggendo l’articolo e sommando le cose, direi che nel breve non vogliono rogne alle porte di casa con le Olimpiadi che si avvicinano, dall’altro non sono ancora così forti da giocare con vigore sullo scacchiere geopolitico, e la caduta della Corea del Nord, con possibiità di una “unificazione da Sud” con probabili aiuti Usa a seguito non sarebbe esattamente simpatica alle porte di casa.

Ecco spiegata, forse un po’banalmente, la politica cinese tra difesa dello status quo e condanna. Dov’è la condanna e la nascostissimamachemipiaceimmaginare voglia di sculacciare il vecchio Kim? Nei particolari. E’ un po’di mesi che rumors di escalation nucleare allarmano Pechino, avevo già letto articoli a riguardo. Ed è la prima volta che questi rumors vengono condannati in modo esplicito, naturalmente evidente in questi giorni. Pensando alla cultura di qui, la Cina ha davanti a tutti fatto perdere la faccia alla Corea del Nord, che resta nei fatti un “alleato”, o forse un ex vassallo sotto i rantoli del tramonto (interessante leggere sotto questa luce la reazione di Pyongyang con il comunicato ufficiale in soldoni “La Corea del Nord non è soto tutela”).

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Liaoning, Dandong, Fengcheng

9 ottobre 2006

Prendere il mio primo treno in Cina

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong treno in Cina

Non ero mai andato in treno in Cina. Dopo esserci stato, direi che sto accrescendo le mia capacità meditative e acquisendo un certo livello di flessibilità. Viaggiare in treno è, a parametri europei, decisamente poco costoso. C’è da dire comunque che, sempre a parametri europei, qui le distanze sono in confronto abissali. Se quindi alla fine per andare da Pechino a Shanghai si spende un 25-50 euro (dipende dal posto e dal momento), per andare da Venezia a Roma spendiamo ironicamente lo stesso. Il reperimento del biglietto, soprattutto in periodi di vacanze dove la Cina si muove può essere problematico e richiede di solito un buone dose di pazienza in fila. La mancanza di posti implica anche scarsità di opzioni e questo è quello che è successo a noi. Per andare a Dandong gli unici posti disponibili erano in hard-seats (ultimo nella scala gerarchica che vede i soft-seats e le cuccette a 6 e 4 posti più in alto). Il nostro treno comunque non aveva hard-seats in legno, come molti altri. Ogni fila 3+2 persone, totale dieci individui che si guardano per tutto il viaggio.. che per noi è stato di 14 (quattordici) ore.

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong treno in Cina

L’esperienza, seppur innegabilmente provante, rivela rimarcabili esperienze… a flusso di pensiero: le persone che dopo qualche tempo ti fanno qualche domanda e capiscono che parli cinese; le “chiaccherate” conseguenti (bhe, con il mio livello non proprio, ma i miei amici molto di più); gli instant-noodles pronti in zaino da bagnare con l’acqua calda disponibile sul treno; i passatempi più vari; il personale che passa vendendo qualsiasi cosa (parentesi in basso); la frutta che si abbassa di prezzo man mano che si arriva a mezzanotte (come venderla come jintian de shuiguo-frutta di giornata altrimenti?); le posizioni più strane; i libri divorati, l’i-pod che esausto si arrende.

Poteva essere un potenziale nuovo quiz, ma lo riduciamo ad istantaneo: cosa sta facendo la persona in piedi in mezzo alla carrozza? Pensateci…

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong treno in Cina

La soluzione è semplice: questo è uno dei più motivati e abili venditori abbia mai visto. Si è piazzato nel mezzo della carrozza e ha cominciato a parlare. Abbiamo chiesto al nostro compagno di viaggio cinese che stesse facendo e abbiamo ricevuto una risposta che quantomento fa pensare: “sta vendendo una storia“. Wow. Vendere una storia! Questo tizio è un genio! Ancora arrovellato nel fascinoso concetto scopro che in realtà raccontava una storia, un’emozione, un contorno di tempi passati erano una strategia subordinata ad una vendita successiva. Un interessante modo di dare valore aggiunto ad un prodotto: i santini dorati 3D di Mao Tse Dong, venduti al modico prezzo di 20 kuai dietro un costo probabilmente vicino ai 5 mao (50 centesimi). Geniale.

Stefano Bosello articoli Cina - Dandong treno in Cina

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