Stefano Bosello - Impressioni di vita in Cina

Archive for maggio, 2006

Vivere a Pechino (Beijing), Cina

27 maggio 2006

Sport Meeting

Sport Meeting Beijing Jaotong University - Stefano Bosello in Cina
Ho commesso l’errore di lasciarmi prendere dall’italianissimo gene dell’”arraffo” in presenza di oggetti gratuiti. Alla voce “scarpe gratis”, nonostante qui costino 5-7 euro, non ho saputo resistere e ho comunicato il mio numero di scarpe, forse l’unico dato riferito alla mia persona ancora non nel mio X-File all’università. Le scarpe erano componente fondamentale della “divisa” con cui gli studenti stranieri avrebbero preso parte allo sport-meeting dell’università. Oramai, con le scarpe ad attendermi, mi son sentito in dovere di esserci effettivamente. E poi che ti poi vien fuori che i vivacissimi cinesi, che tutto hanno men che una vita notturna, aprono alle 8 di mattino, con meeting conseguente alle 7,30, con consegna scarpe alle 7.15 A stento contenendo la felicità, con sforzo titanico sono riuscito a partecipare alla cosa. Di tutti noi, credo che due o tre abbiano effettivamente partecipato gareggiando, il resto è voglia di esserci, o come il mio lato oscuro strillava, farsa. Dopo il cultural festival sono arrivati tavoli e le sedie nuove.. perchè non sfilare con 60 studenti e relative bandiere? Vabbè, fa parte del gioco. La foto è relativa al dopo sfilata, con alle mie spalle 200 studenti che fanno tai-chi tutti belli ordinati. Un filmato in bassa risoluzione (5,6 Mb) è scaricabile cliccando sulla foto, necessitate di DivX Player 6 o superiori.

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Vivere a Pechino (Beijing), Cina

21 maggio 2006

Partyamo?

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Si, lo so, quest’articolo è una zappa sui piedi, dopo che ho ripetuto per 15 giorni che sto studiando e studiando. Resta il fatto che sono sempre io, fermamente convinto che nella vita ci siano delle priorità, e che allo stesso tempo una vita vissuta senza godersela sarebbe una tristezza. Voglio raccontarvi solo questo weekend, un one shot che non ripeterò. Ad ogni modo, venerdì sera sono stato ad una seratona compleanno-addio di due simpatiche persone che ho conoscito, varda che roba strana, grazie ad AIESEC. Una trentina di persone tra stagisti, colleghi di lavoro, amici e via dicendo. Come spesso capita alle feste a Beijing, ci trovi moltissimi “non-cinesi” e tutti e cinque i continenti. Di lì ci siam trasferiti al Salsacaribe per proseguire la serata con uno spirito più latino e non domi a mangiare il miglior Fish&Chips abbia mai assaggiato in vita mia.

Tornando alle sei meno un quarto, noto con stupore che alcuni studenti stavano già lavorando al loro stand per la giornata interculturale. Dopo le ultime due chiacchere e una cicca con Boss, il mio compagno di classe, me ne vado stremato a letto con la ferrea volontà di ricordare due cose: che ho iniziato il party a stomaco vuoto e questo influirà sulla giornata successiva, e che la giornata successiva sarebbe cominciata in meno di quattro ore, con training autogeno sull’arcoriflesso di scattare in piedi appena la sveglia avrebbe trillato. Senza tirarla lunga, è finita che la prima cosa che dovevo ricordare ha influito più del dovuto, e mi son svegliato a mezzogiorno tra le simpatiche parole della mia collega di stand tedesca.

Riesco a dormire un’ora nel molto tardo pomeriggio, e poi guardo un po’di Hanzi sennò il mio prof mi uccide. Alle nove di nuovo in carreggiata. Si va a Wudaco dove hanno aperto un fantomatico Beer Garden che altro non sono che qualche tavolo con omprelloni fuori da ristoranti che vendono snack alla cinese (per la maggior parte simpatici spiedini di carne mista, piccanti o meno. Costo l’uno, yi kuai 10 centesimi di Euro). Agli stranieri, e ai cinesi più goderecci, non pare vero: i malati di aperitivi e quattro chiacchere possono finalmente soddisfare la loro sete di spiedini e birra conditi con discorsi e vaneggi. A mezzanotte, ancora sotto leggero mal di testa perdurante, la grande scelta: vai a casa, visto che sembri un cadavere muto che fissa il vuoto e mangia carne su bastoncini oppure prosegui fino alla fine? Ed eccomi qui, alle 6 e passa a scrivere di questa serata di ritorno da un club dove le gambe ballavano da sole, e da un’idea realizzata quando già un piede stava rientrando in università: perchè non andiamo da Malan a mangiare qualcosa? E vi pare che rifiuterei il mio piatto cinese preferito? Partyamo a Beijing, che domani è un altro giorno. No, oggi.

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Vivere a Pechino (Beijing), Cina

20 maggio 2006

Scende la pioggia

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E allora, non siamo mai contenti? Si va a Londra e ci manca il sole, si sta a casa e fa caldo.. Si va a Beijing e.. ?? Bhe, direi che mi è mancata la pioggia :-) Si, lo so, pare una piccolezza, ma guardate che due mesi senza una goccia che cade, il passare davanti ai giardinieri del campus che lavorano una terra talmente secca che capisci perchè piantano fiori finti e ti chiedi come diavolo siano sopravvissuti prima dell’invenzione della canna dell’acqua.. E tutta la polvere-sabbia, Beijing ne è piena, sulle strade, sulle auto, e cosa peggiore, vola sempre di continuo. Magari non fa bufera come qualche tempo fa, ma se guardi in lontananza e vedi un po’ bianchiccio, bhe, è lei, la polvere sabbia aromatizzata all’inquinamento di una grande città.

E poi, oggi, dopo un indeciso dai che vado dai che non vado tradottosi in gocciette a singhiozzo per 2 giorni, il cielo si è sfogato. La temperatura abbassatasi, quel dimenticato vento frizzante, la pioggia. E’stato bello tornare all’alba e abbracciare la pioggia nelle deserte vie del campus, ascoltando le lamiere delle terrazze ticchettare in un mai sentito prima concerto (immaginate goccie che ritmicamente, con tempi diversi, cadono su cento diverse terrazze e lamiere). E finalmente, poter respirare a pieni polmoni l’aria della mattina, senza chiedersi quanto l’atto altrimenti scellerato potrebbe incidere sulle aspettative di permanenza su questa Terra.

Evviva la pioggia.

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