In Cina???
In Cina???
“Che cavolo ci vai a fare in Cina Ste?!” è forse la frase che ho sentito più spesso in questi mesi. Già, la Cina appare senza dubbio una meta inusuale, ancor più come prima attività post laurea. Le ragioni di una simile scelta, sono molteplici e spaziano dal personale al professionale.
Durante gli ultimi anni a causa di una certa associazione ho contratto una malattia difficilmente appellabile, ma definibile in un misto di nomadismo, curiosità, divertimento nella ricerca di nuovi percorsi. Se via via questo ha influito sul mio orientamento professionale, è certo abbia influito anche sulla scelta di partire dopo la laurea, a costo di rinunciare alle occasioni che si sarebbero prospettate nel mentre.
A livello personale, sono stati due anni alquanto provanti. E’ anche il desiderio di recuperare il tempo perduto, o malamente investito, di voltare pagina che può spingere a scelte radicali. Se questo nel mio caso ha costituito una valida spinta, forse quella che ti permette di buttarti, non ha mai preso il sopravvento su una solida analisi di quello che stavo facendo.
E lasciando gli intimi perchè per quelli più pratici, sconfinanti nel cosa, veniamo alle ragioni professionali della scelta Cina. Durante la tesi ho avuto modo di approfondire e ragionare sui perchè della situazione cinese e sulle prospettive per i prossimi anni. Credo sinceramente che se ora abbiamo l’impressione che la Cina irrompa inaspettatamente nello scenario mondiale, abbiamo capito poco delle ragioni storiche che da molti anni lasciavano presagire questa situazione.. e soprattutto abbiamo capito poco di quello che avverrà nei prossimi 10 anni sullo scacchiere mondiale. Questo paese è destinato ad occupare stabilmente una posizione di primo piano, modificando gli equilibri di forza come li abbiamo finora intesi (invito alla lettura de “Il dragone e l’aquila”, di Maria Weber, Università Bocconi Editore, EGEA 2005).
Non è a cuor leggero dirlo, da figlio del “mitico Nord-Est”, ma se quel gene di imprenditorialità dovesse cogliermi, non credo oggi sarebbe l’italia il posto migliore per attivarlo. Un supporter del “sogno cinese” quindi? No, non ho abbastanza elementi ancora, ed ecco un’altra ragione della mia visita in Cina: voglio vedere, capire e potermi fare un’idea direttamente di questo immenso paese, culturalmente diversissimo dal nostro.
Se questi tre mesi finissero con nuove opportunità e la voglia di rimanere, avrò trovato la mia strada. Altrimenti, se mi dovesse mancare così tanto un buon cappuccino, potrò comunque tornare confermando con l’esperienza la voglia di spostarmi, trasferirmi, essere attivo.. magari occupandomi a distanza di quei mercati.
Ecco quindi la mia partenza, la voglia di mettermi in discussione, l’opportunità di mettermi alla prova, la serenità di poter dire, se dovesse andar male, di averci comunque provato.
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