Beachvolley, Boxe e grande scherma. Cronache di emozioni olimpiche.
Agosto 12th, 2008
Non macchierò questo post con tristi lamenti sul lavoro 24/7 di queste settimane. Oggi sorrido perché in tre giorni sono riuscito a ritagliarmi qualche momento per me, rilassarmi, rendermi conto di essere dentro le Olimpiadi. Spesso, causa ritmi, lavorare a testa bassa non ti lascia assaporare ed osservare quel che ti passa sotto il naso, e non è questo il modo in cui mi piace vivere quel che faccio.
Ad ogni modo, dopo attento studio ho deciso di provare a entrare dove mi è concesso. Beachvolley, mi avventuro seguendo qualche operatore. Passato un primo cancelletto mi imbatto in due stangone marcate "Cuba" in bikini da gara con allenatore al seguito e telecamere: sono lì per insegnarmi il significato di "Mixed Area". Annotare: l'area è mista operatori tv-giornalisti ed atleti. Senza far capire che non ho idea di dove mi trovi scruto i cartelli che indicano il permesso necessario ad entrare al livello superiore. Mario Bros ha due scelte: atleti blu o media rossi. Facile: media rossi! Nessun mostro di fine livello, solo la scelta tra tribune media per telecronaca e quelle libere. Annotare: "Media Tribune" è la scritta da ricercare d'ora in poi.
Primi giorni olimpici
Luglio 24th, 2008
6° giorno. Oramai son chiari i contorni -il contenuto è un bordello- di quello che sarà il mio lavoro qui: sette strutture sette da tenere d'occhio dove serviremo pasti per il BOB (Beijing Olympic Broadcasting). In altre parole quei simpatici giramondo fatti spesso a montagna che stendono cavi, tengono telecamere, qualche giornalista che non vuole cibarsi alla mensa per i visitatori.
Ufficialmente emigrato
Luglio 18th, 2008L'altro giorno sono andato in consolato per iscrivermi all'AIRE. Il consolato è nel mezzo della concessione francese, dove tra varie case a due e tre piani appare d'improvviso un grattacielo dal nome baldanzoso, "The Center", dove al 19esimo piano vi sono tutti gli uffici.
E così via con indirizzo, passaporto, dati vari, schedatura, identificativo e via dicendo. Tutto fatto. Domande?
Solo una: in ogni documento si parla di copertura sanitaria in Italia su rilascio di un foglio del consolato. Eccoti la sorpresa dell'ultim'ora: sì, ma solo in caso tu sia assunto in Italia e l'azienda paghi i contributi al servizio sanitario nazionale. E così, senza pure la meravigliosa macchina sanitaria, sono proprio un emigrato ora.
Vabbè, ho ottenuto supporto dei documenti qui (patente, passaporto, ...), prova della mia residenza all'estero in caso qualcuno mi chieda delle tasse, e un po' di tranquillità in vista delle olimpiadi. Non si sa mai alla fine.
Se mai mi servisse il SSN, a parte "sa, noi dobbiamo trasmettere queste informazioni al suo Comune, il Comune alla ASL, la ASL aggiornare il suo status...", posso sempre ridiventare residente in un giorno con una nuova carta di identità. Evviva i buchi del sistema.
Scappo. Ho un treno per Pechino e incredibilmente sono in ritardo.
Verso le Olimpiadi - Il certificato sanitario
Luglio 16th, 2008L'altro giorno mi hanno spedito in una struttura locale per ottenere il certificato sanitario. Il suddetto è un documento che appare simile a una carta d'identità, ma che permette di lavorare in certi ambienti quali il Food & Beverage.
E così io, superiore e collega arriviamo in questo posto dove attendiamo in divertita fila la prima parte della procedura: registrazione. Di tre, due stranieri e tutti comunque vestiti da ufficio non potevamo passare inosservati ai numerosi compagni di avventura e personale, incluse le due nonnette al di là del vetro. Divertente il momento della foto, siamo troppo alti, ingobbitevi please, o non ne usciamo. Nome? E il collega ecuadoregno snocciola il rosario. Piccolo problema: software cinese non accetta nomi più lunghi di 5 caratteri. Siparietto per abbreviare il nome con la nonnetta che voleva accorciare il sesso "Male" (Maschile) scritto sul passaporto al posto del nome del collega.
Il Prof. Biffis
Giugno 12th, 2008E' con imbarazzante ritardo che racconto qualcosa che andava scritto. Quel mattacchione del mio amico Alberto, in un'occasionale chiacchierata intercontinentale, mi ha chiesto se visto e considerato che avrebbe incontrato il mitico Prof. Biffis a Londra avessi un messaggio per lui.
Tre minuti di silenzio tra i clacson. La Cina che si ferma.
Maggio 19th, 2008Solo ieri sono stati proclamate tre giornate di lutto nazionale per le vittime di Sichuan. Tre giorni per pensare alle vittime, a quei 2, 4, 10, 30 e non si ancora quanti morti, ma anche a quelli che han perso tutto, o qualcuno.
In una delle mie scuole sono arrivato trafelato alle 14:18, per inciso oggi esame test su crisis management e relativo inferno, con l'allarme antincendio che suonava. Non un'esercitazione, solo un efficace modo per chiamare tutti a raccolta. Uno dei presidi a raccontare il momento, a portare cifre, ricordarci di quella scuola dove su 800 studenti ne sono morti 650, con 28 dei 45 professori. E con quella altri 6500 edifici scolastici. Partono tre minuti di silenzio alle 14:28, ora del terremoto. 30 secondi irreali. Amici in giro per la città mi dicono che la maggioranza della gente si è, semplicemente, fermata. E poi parte uno, due, decine di clacson e allarme antiaereo in sottofondo. Silenzio umano, clacson che grida. Interessante collisione di concetti in un momento da non dimenticare.
Terremoto in China
Maggio 12th, 2008Fossi stato nelle mie scuole, non me ne sarei quasi accorto. Ma ero in ufficio, 12esimo piano, e mi ero appena detto: "wow, mi sento girare la testa, bevo un po' d'acqua". E invece il mio collega equadoreno, esperto sin da bambino, fa con calma olimpica: "è terremoto", scendiamo.
E siamo scesi, non prima di dimenticarmi il computer e tornare indietro a prenderlo. Vabbè comunque, nelle vicinanze, solo il nostro edificio ha ballato, e solo dal 10imo in su.
QUale migliore occasione di scrivere un messaggio sul blog da un piacevole pub con wireless, dove io e il suddetto collega ci stiamo bevendo una birra?
Tredicesimo Diario di Viaggio
Aprile 23rd, 2008Link: http://groups.yahoo.com/group/diaridiviaggio/
Stefano, non scrivi più, ma dove sei finito? Cronistoria degli ultimi 10 mesi.
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... da Suzhou
Marzo 4th, 2008Ecco, sono in stanza finalmente. Pare che la comunicazione sia il mio forte, così il mio capo mi ha assegnato un'altra scuola...a Suzhou, o meglio, in mezzo ai brecani dopo Suzhou. Come se non bastasse, da venerdì scorso le emergenze nella scuola si succedono fino a culminare, ieri, con le dimissioni dello Chef.
Così, il sottoscritto con una notte di preavviso ha fatto il mini-trolley e se n'è partito per questa cittadina di qualche milionata di abitanti, nota come "la Venezia cinese" (ma dove?), dove risiederà fino a giovedì.
La giornata di oggi ha visto, nell'ordine, una levataccia alle 6 di mattina per tragitto casa-stazione-Suzhou-scuola della durata complessiva oltre le due ore. Presentazione Chef allo staff e passaggio di consegne mentre, ovviamente, si era in servizio come sempre. Meeting con il responsabile della scuola recentemente cazziata da genitori incattiviti, girando frittate su frittate (capolavoro). Pranzo con cibo arrivato un minuto prima che fosse troppo tardi. Coaching al nuovo cuoco su menù e ordini. Crisi di panico del nuovo cuoco al ritmo "me ne torno a Shanghai, vi prego" (ringrazio il collega per "Discorso con il cuoco parte prima" che non sarei mai riuscito a fare). Attesa del cuoco fino a tardi perchè così il giorno dopo era sicuro di fare in tempo. Ritorno in centro a Suzhou e check-in (un'ora di strada). Cena a tre con cuoco e site manager comprendente "Discorso con il cuoco parte seconda", di cui vado particolarmente fiero, nonostante il peggior cinese degli ultimi mesi. Trascinamento lento in stanza ed eccomi qui, prossimo a stramazzare sul letto alle vergognose nove di sera. Domani sveglia alle 6:15. Buonanotte.
Bella, triste neve (Filippine - Bangkok, arrivo!)
Gennaio 31st, 2008
Da troppo tempo non scrivo su questo Blog. Varie cause, di sicuro si riparte a febbraio con un altrettanto ritardatario diario di viaggio. Ad ogni modo, il tempo per raccontarvi la neve a Shanghai l'ho trovato a qualche ora dalla mia partenza da questa città. Ma andiamo con ordine.
Pare che il caro inverno quest'anno abbia deciso di fare le cose in grande. Come raccontato in precedenza, la Cina è divisa tra Nord e Sud più o meno dal fiume Yang-Tze. Essendo Shanghai di qualche km a sud, è una città del sud nella rigida visione locale. Il più interessante impatto a riguardo, oltre al lato economico (a Sud sono ricchi), è la totale mancanza di sistemi di riscaldamento. Si va a energia elettrica: condizionatori e lampade. Per inciso, alle mense dove lavoro fa un freddo becco.
Comunque, giusto a ridosso del Capodanno Cinese, quando in pratica mezza Cina torna a casa, è cominciata a cadere la neve. Tanta. Se a Shanghai questo si tramuta in pittoresche scene come da foto, fuori sono blocchi di ghiaccio, gente senza elettricità (cioè senza riscaldamento), gente bloccata in treno o alle stazioni (cioè il luogo da cui milioni persone si stanno muovendo per tornare a casa). Per darvi qualche idea, erano mezzo milione le persone ad aspettare il treno alla stazione di Guangzhou (Canton), "solo" centomila a Shanghai.
Tanto per contestualizzare, lasciatemi aggiungere che parecchi emigranti nel ricco sud tornano a casa o lasciano la città per sempre dopo un anno di lavoro in questo periodo. Significa che tanti hanno impacchettato tutto e spedito prima di prendere il treno. In altre parole, oltre alla stazione, nessun altro posto dove andare. Altri non sono riusciti a trovare il biglietto per tornare a casa (vendita sospesa il 30 per permettere il deflusso delle persone in attesa) e il governo per accelerare le riparazioni ha spedito una mezza milionata di PLA (People Liberation Army) nelle regioni dissestate.
Ripercussioni secondarie: razionamento di energia in alcune regioni, tonnellate di carbone di emergenza spedite in alcune città (125.000 in Guangzhou), autostrade bloccate, campi surgelati con evidente pressione sui prezzi nei prossimi mesi (deformazione professionale).

Nel momento in cui scrivo, la situazione (sempre stata tranquillissima qui a Shanghai) è in netto miglioramento (così dicono). Io ad ogni modo, finito di scrivere quest'articolo, mi fiondo a casa e fare lo zaino: a mezzanotte e mezza un (primo dei due) delizioso aereo low cost mi porterà nelle Filippine con 4 amici, previsto arrivo in spiaggia a mezzogiorno, 30 gradi, sabbia bianca, bungalow su spiagia e drink con ombrellino in mano. Da lì andrò poi a Bangkok a raggiungere un altra carovana, già partita da Shanghai. Sarà la mia prima vacanza invernale a 30°C e sinceramente non vedo l'ora. Il freddo umido di Shanghai lo senti dentro.
Nota. La foto del pupazzo con capelli veri mi è stata spedita da una mia amica. Scattata davanti ad un parrucchiere. Brividi
